In morte di Silvano Cardellini

Silvano Cardellini e Sergio Zavoli

L'ho incontrato per invitarlo a tenere una lezione di giornalismo, eravamo un pugno di ragazzini, qualcuno per età, tutti per esperienza, frequentavamo la “palestra” del settimanale Il Ponte e di lui sapevamo che era “il” cronista politico di Rimini. Silvano si negò. Ci rimasi male, perché non capivo, come avrei fatto, invece, anni dopo. Ci sono cose che non si insegnano, si assimilano o non si assimilano con il mestiere, nel corso degli anni, che non possono essere rinchiuse in un corso per ragazzini. Silvano non faceva il maestro, non metteva in piazza il suo fare, lo faceva e basta.

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Fortunale

E' entrata come un lampo, il tempo di un corteggiamento denso e repentino come il moto ondoso al principio della maretta. Pingue di giovinezza e di domande impertinenti, saltabeccanti tra vaghi propositi fatti di sogno e puntellati di certezze, e forse per questo piacevoli da gustare, più del pesce e del vino, più del dedalo di parole d'occasione, foriere di tutto e del niente.

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Drums come true

Stewart Copeland

Avrò avuto 13, 14 anni la prima volta che l'ho sentito, portato nell'etere da un deejay Rai, chissà chi, durante un programma che suonava una nuova musica da Londra, il reggae bianco. Io manco sapevo cosa fosse il reggae, Bob Marley forse faceva capolino sulla vespa di qualche fricchettone riminese, forse no, ed io stavo aggrappato alla radio ascoltando tutto quello che aveva dei ritmi strani, lontani “dalle note languide / di tutti quei cantanti / con le facce da bambino / e con i loro cuori infranti” (come diceva Finardi).

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Ecce Bombo

Dovrei lavorare. Sì, dovrei proprio lavorare, un testo che mi sollecitano da più parti e con una discrezione così discreta che rasenta l'insopportabile, per quanto è suadente e gentile. E invece è solo la mia coscienza che morde e rimorde. L'ho lasciato per fare il mio dovere di militante, andando alla manifestazione per il No, chiusura di una campagna referendaria ancora più sonnacchiosa delle comunali (che in quanto a valium…).

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Il mio appello al voto (ragionato) per Rimini

La campagna elettorale delle comunali è cominciata già da tempo e, per fortuna, tra qualche giorno finirà. E' partita un po' da lontano, con una pretattica strisciante che a Rimini si è fagogitata pure le politiche, al punto che i partiti locali, a parte il massiccio invio di materiale promozionale, erano piuttosto affaccendati nelle manovre di assalto o di difesa di palazzo Garampi, piuttosto che a battere Berlusconi.

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