Seconda Guerra Mondiale

Ricordati di santificare le feste

La liturgia è in bianco e nero, un po' seppiata dal tempo, anche se i colori che sventolano sgargianti tra i tricolore sono del grano, del ferro battuto, del sangue ricordato. Le parole sono quelle, ora e sempre: stampate, sarebbero anche loro in bianco e nero. Qualcuna claudica, rodata dal tempo, dall'emozione, le esse volano strascicate, aprono il sorriso. Esse romagnole. Suonano di campagna, di borgo affastellato, di mani callose, di biciclette, di fazzoletti al collo e cappelli di paglia. Di secolo passato. Qualcuna è più giovane, stentorea, impettita, rodata dai libri ha perso la esse, ma non suona lo stesso significato. Sono le parole del ricordo, della celebrazione: è festa, la Liberazione. PierUgo B. non c'è. Non c'è mai stato. Dice che non è la sua festa. “E' della sinistra”. Non ci verrebbe mai, non ci porterebbe i suoi figli, perché è di parte. Ti sbagli, ho provato a dirgli. Guarda indietro, con più attenzione. La Resistenza non è solo di sinistra, è antifascista. Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici... Qualcuno ha pagato di più, qualcuno di meno, ma i loro morti li hanno avuti tutti.  Continua la lettura »

Mors tua, vita mea

cimitero di guerra americano in NormandiaFerragosto, ho lasciato Rouen per la costa. Avevo voglia di mare e mi sono trovato in mezzo alla guerra, ben presente 62 anni dopo. Tutto ricorda l'operazione Overlord, il D-Day, sulla costa. In ogni paese è un gran sventolare di bandiere alleate, cartelli con itinerari, musei e memoriali, oltre a qualche vestigia dell'orrore che affiora, tra la campagna e il mare della tranquillità. I paesini della costa ribollono di turisti, inglesi, olandesi, parecchi italiani, famiglie in camper, comitive e motociclisti, che riempiono bistrot e ristorantini a tutte le ore. Arrivo a Courseulles sur mer - Juno beach in codice - per cercare una stanza, ma la lascio poco dopo. La giostrina sulla piazzetta centrale, il minigolf, gli alberghi impavesati e i posti auto tutti pieni: rimetto in moto e passo al paese seguente, Arromanches, Gold beach in codice. E' ancora più denso. Ma sono le 2 e ormai - realizzo - un posto vale l'altro: anche qui la giostrina, gli alberghi impavesati, non vedo il minigolf, ma sarà da qualche parte. Trovo una stanza e inizio il mio tour "dans la guerre".  Continua la lettura »

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