Manifestazioni

Santa Rampage: l'assalto dei Babbi Natale. Di Chuck Palahniuk

Carburata da un liquore allucinogeno - ottenuto lasciando in infusione della marijuana nel rum e chiamata Reindeer Fucker ("fottirenne") - la gioiosa "valanga rossa" formata da varie centinaia di Babbi Natale invade le feste natalizie eleganti, assalta i ristoranti chic, fa irruzione negli strip club e più in generale mantiene la polizia di Portland occupata e in paranoia. Quasi tutte le città americane hanno il loro "Assalto", ma quello di Portland - che si tiene il secondo fine settimana di dicembre - è tutt'ora uno dei migliori e più affollati. Per maggiori dettagli, vedi (Una cartolina dal 1996).

Chuck Palahniuk, Portland Souvenir - Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (titolo originale Fugitives & refugees, 2003). Mondadori 2004

Attivismo politico: come accogliere un candidato. Raccontato da Chuck Palahniuk

Erano i bei vecchi tempi, quelli in cui Ronald Reagan e George Bush (il vecchio) avevano talmente paura di venire qui da definire Portland la "piccola Beirut". Farci un comizio durante una campagna presidenziale significava ritrovarsi gli anarchici radunati in Soutwest Broadway, sotto la suite presidenziale dell'Hilton. Quelli si mangiavano dei puré fatti con le patate normali, quelle bianche, ma anche con certe patate tinte di rosso e di blu con coloranti alimentari. Poi, quando arrivava il corteo presidenziale, bevevano sciroppo di Ipecac, un emetico, e ricoprivano l'hotel di grandi chiazze di vomito, rosso, bianco e blu.

Ok, ok, quello che nessuno sapeva era che i succhi gastrici il cibo blu lo fanno diventare verde. Perciò alla fine sembrava un atto di protesta contro l'Italia... Ma è il pensiero che conta.

Chuck Palahniuk, Portland Souvenir - Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (titolo originale Fugitives & refugees, 2003). Mondadori 2004

Ricordati di santificare le feste

La liturgia è in bianco e nero, un po' seppiata dal tempo, anche se i colori che sventolano sgargianti tra i tricolore sono del grano, del ferro battuto, del sangue ricordato. Le parole sono quelle, ora e sempre: stampate, sarebbero anche loro in bianco e nero. Qualcuna claudica, rodata dal tempo, dall'emozione, le esse volano strascicate, aprono il sorriso. Esse romagnole. Suonano di campagna, di borgo affastellato, di mani callose, di biciclette, di fazzoletti al collo e cappelli di paglia. Di secolo passato. Qualcuna è più giovane, stentorea, impettita, rodata dai libri ha perso la esse, ma non suona lo stesso significato. Sono le parole del ricordo, della celebrazione: è festa, la Liberazione. PierUgo B. non c'è. Non c'è mai stato. Dice che non è la sua festa. “E' della sinistra”. Non ci verrebbe mai, non ci porterebbe i suoi figli, perché è di parte. Ti sbagli, ho provato a dirgli. Guarda indietro, con più attenzione. La Resistenza non è solo di sinistra, è antifascista. Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici... Qualcuno ha pagato di più, qualcuno di meno, ma i loro morti li hanno avuti tutti.  Continua la lettura »

Vita da spiaggia riminese salva, dall'Australia arriva il Burqini, costume per bagnine musulmane

La scorsa estate il dibattito del marketing turistico della Riviera riminese è stato incentrato sulle spiagge attrezzate per i musulmani: come permettere alle signore dei (pochi) sceicchi che scendono in Riviera di utilizzare i servizi di spiaggia, tra uno shopping e l'altro, garantendo la loro privacy. Insomma, zone riservate, lontane da occhi indiscreti e dai topless che impazzano a forza di gravità alterna lungo l'arenile. Figuratevi un po', in mezzo ai vitelloni… La discussione è cresciuta a dismisura, complice la fiacca di cronaca bianca estiva. C'era chi sosteneva gli "harem" marini come avamposti per nuove fette di mercato. Per un'economia fondata sul far pagare l'ombra ai villeggianti, vendere il sole agli sceicchi arabi diventa qualcosa di geniale. Dall'altra chi vedeva la proposta come la peste: la spiaggia blindata, mai. In mezzo le parole solitarie di un riminese, all'epoca presidente dell'associazione che gestisce un luogo di culto islamico. Riassumo: non c'è scritto da nessuna parte che le donne musulmane devono essere recintate per andare in spiaggia.  Continua la lettura »

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