Racconti

Un Sms, una storia. Di Natale Due. Ovvero, come fare (di nuovo) gli auguri in 160 caratteri.

L'ho rivisto il mio Babbo Natale di plastica, è tornato: scalava il balcone di una ragazza. Forse stanco di guardare la felicità. Auguri, allora.

Kikko

Separazione consensuale

Il mio inseparabile si è separato. Da me. E sono di nuovo single. Diciamo. Lo ero anche prima, ma era piuttosto familiare tornare a casa ed essere accolto da un urlo stridulo. Un saluto, presumo. E la mattina, uscendo, sentire dalle scale un urlo stridulo. Un altro saluto, presumo. Davvero un che di familiare. Di una famiglia sull'orlo della separazione. Il mio ex inseparabile si chiama - o si chiamava, non so - Marlow. Senza la "e". Tutti lo confondevano con il detective di Chandler. E invece no, è il capitano che risale il fiume Congo in "Cuore di Tenebra", di Joseph Conrad, alla ricerca dell'agente della Compagnia commerciale belga Kurtz. Un bel viaggio. Se leggete Colpo di Luna, di Georges Simenon, capite che è piaciuto anche a lui. Tanto da farci un libro. Copiato no, parecchio simile si può dire, però. O è meglio liberamente adattato? Massi, grandemente appropriato, ecco.  Continua la lettura »

Un Sms, una storia. Di Natale. Ovvero, come fare gli auguri in 160 caratteri.

Il mio Babbo Natale di plastica ha scalato ormai la casa. Dice che vuole attaccarsi alla slitta di quello vero per vedere la felicità del mondo.

Auguri.

Kikko

Piccolo segretario e le "Donne della Val Trompia verso il Partito Democratico"

Piccolo segretario è nei guai. Grossi. Tutta colpa del Partito Democratico. Sì perché non basta doverlo realizzare, ci si mettono pure le “sue” donne, la cugina e la cognata. Che non si parlano. Ma fanno parte entrambe del Coordinamento valtrompiese donne democratiche di sinistra. O meglio, si parlano, ma se possono una stilettata con il ferro da calza se la darebbero volentieri. Ma vigliacca miseria mai una volta che una dia le spalle all'altra. L'ultima stilettata che si sono date riguarda il Partito democratico. C'è da crearlo. Solo che tutte e due vogliono essere le alfiere del nuovo movimento. E lo tempestano di telefonate. E Piccolo segretario, che non vuol fare favoritismi, ascolta paziente. E quando non ne può più, stacca il cellulare e si ritira nel pensatoio - che è il pollaio dietro casa - e comincia a dar da mangiare alle galline, sospirando tra un “pio pio pio pio” e l'altro. Ma mentre si rilassa come può, in Val Trompia ferve la politica.  Continua la lettura »

Ricordati di santificare le feste

La liturgia è in bianco e nero, un po' seppiata dal tempo, anche se i colori che sventolano sgargianti tra i tricolore sono del grano, del ferro battuto, del sangue ricordato. Le parole sono quelle, ora e sempre: stampate, sarebbero anche loro in bianco e nero. Qualcuna claudica, rodata dal tempo, dall'emozione, le esse volano strascicate, aprono il sorriso. Esse romagnole. Suonano di campagna, di borgo affastellato, di mani callose, di biciclette, di fazzoletti al collo e cappelli di paglia. Di secolo passato. Qualcuna è più giovane, stentorea, impettita, rodata dai libri ha perso la esse, ma non suona lo stesso significato. Sono le parole del ricordo, della celebrazione: è festa, la Liberazione. PierUgo B. non c'è. Non c'è mai stato. Dice che non è la sua festa. “E' della sinistra”. Non ci verrebbe mai, non ci porterebbe i suoi figli, perché è di parte. Ti sbagli, ho provato a dirgli. Guarda indietro, con più attenzione. La Resistenza non è solo di sinistra, è antifascista. Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici... Qualcuno ha pagato di più, qualcuno di meno, ma i loro morti li hanno avuti tutti.  Continua la lettura »

Driving away from home

Voglia di muoversi, non importa dove, ma questo sabato può essere di quelli che hanno un inizio e nessun fine. Just

Driving away from home

Thirty miles, no more

Moving away from home

Without a care.  Continua la lettura »

Dialogo sopra le automobili, gli autovelox e i treni

Domenica senza auto, a Rimini, come in molte altre città. Passo da PierUgo B., ha il computer che fa il matto e non si capisce perché, nello sconforto dei bambini che non possono giocare. E neanche io lo capisco, perciò mi arrendo e mi incammino verso la mia passeggiata. "Aspetta, prendo la bicicletta e ti accompagno, vado a prendere le pizzette per i bambini". E ci avviamo insieme, lui bici alla mano. Sul corso, incontriamo Y., suo vecchio amico e, dopo pochi convenevoli, la conversazione - giuro, è tutto vero, ho cambiato i nomi ma ve la giro pari pari - si avvia sulle auto.

"Anche voi domenica senz'auto, he?", dice Y.

"He, sta zitto, valà - se ne esce PierUgo B. - a me hanno appena tolto la patente… Mi hanno fermato con l'autovelox, due ce n'erano, 'sti st****i".

E l'altro: "Maddai, che sfiga".  Continua la lettura »

Traccia di un monologo al volo per il corso di teatro

Vado. Non vado. Vado. Non so nemmeno dove... Non vado. Certo che un ponte di tre giorni qui… Come li sbatto?!… Massì, vado. Veneto… le ville del Palladio… E' una vita che le voglio vedere… Piove al nord. Troppo.

Napoli. Ho anche la scusa, comprare le camicie. Massì, una bella cavalcata in autostrada, le Marche, l'Abruzzo…

Una volta non ero così indeciso. Si partiva e via. Niente pensieri, era naturale. Più normale di tante altre cose che lo sono ora. Che so, un invito galeotto, una battuta irriverente. La meta, il mezzo, il tempo da trascorrere nelle attese erano nulla, variabili inesistenti. Anzi, ininfluenti.

I giorni degli imbarchi li passavo con gli amici, per salutare tutti un'ora prima del treno. Ciao, ci vediamo. Un mese dopo. Ficcavo quattro stracci in borsa ed era viaggio. Pullman, metropolitana, treno, aereo, non importava.

Il treno lo associavo a conoscenze. Salivi a Rimini con sconosciuti e li salutavi con calore a Milano. Ma erano altri scompartimenti, quelli chiusi, da sei o da otto posti. Vai ora in Eurostar: un gelo. Se posso evito persino le stazioni.  Continua la lettura »

Santa Klaus si è dimesso

I fratelli B., presi uno alla volta, sono persone simpatiche. Il piccolo è un compagnone, un po' lulone, con miccia o benzina sempre pronte per scatenare o rinfocolare la polemica. Pure il grande è così, però non è lulone. Insieme, sono micidiali. Entrambi sono agenti di commercio, e anche bravi, soprattutto se lanciano un'idea in compagnia per il LORO divertimento. Se la palleggiano tessendo una rete di discorsi che avvolge prima gli astanti, poi la vittima di turno. Un paio di Natali fa, quella vittima ero io. “Kikko, ci manca il Babbo Natale. Vieni tu?" “Daiiii, i bambini ci sgamano subito, ce ne serve uno nuovo, vieni... Ti diverti.“ E giù descrizioni di torme di bambini in festa, che si affannano intorno al vecchio barbuto, felicità a pacchetti che si spande tra figli, nipotame e grida, nonne con gli occhi lucidi. Ahaaa il clima natalizio, che bene al cuore. Non mi fido, tiro un po' il freno a mano: “Non ho neanche il vestito, dove lo trovo”. Niente, spingono decisi: “Ci pensiamo noi, te devi solo venire dopo cena, verso le dieci a casa di nostra madre e basta. Non ti preoccupare”. Ma non l'ho fatto nemmeno per mio fratello...  Continua la lettura »

Charme, el-sheikh

E' stata in vacanza a Sharm-el-sheikh. Con la nonna, di 77 anni. E già potrebbe tessere una storia, che certo racconterà a Qualcuno. Leggera, sorvola da tempo ormai gli androni, scompare, riappare, porta dopo porta, edificio dopo edificio, facendo capolino dal reticolo di collaborazioni, consulenze e contratti a termine, linfa anche lei di un mondo sofferente di routine.  Continua la lettura »

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