Letteratura

Una notte ne «Il segreto del Bosco vecchio»

Ho trovato sul profilo Facebook di Esse, alla voce libri, Buzzati.

Ah! Dino Buzzati... Già... Come mai l'ho dimenticato, nel mio elenco dei preferiti?! Il deserto dei Tartari... Poi Esselunga è venuta a mangiare e abbiamo chiacchierato, cose di vita così, amore, lavoro... Lavoro che si trascina, forse un po' stancamente, in attesa di qualcosa, sì ma cosa, gerarchie che si riflettono nel lavoro che si trascina, in attesa di qualcosa sì ma cosa, magari prove, in attesa di un avanzamento che ne dissolva una parte del peso per liberare una parte del volo che c'è, sì, perché c'è un volo, racchiuso nel lavoro che si trascina, forse un po' stancamente, in attesa di qualcosa, sì ma cosa...  Continua la lettura »

“Fogli di via”: l'immigrazione raccontata da un vicequestore, con un (bel po') di poesia

Questa sera presento alla Festa democratica per la solidarietà - a Viserbella di Rimini, alle 21 - il libro di Gianpaolo Trevisi, "Fogli di via Racconti di un vicequestore", intervistando l'autore. Che è davvero un vicequestore, dell'ufficio Immigrazione di Verona, che sceglie di raccontare quel che vede, vive - il tema dell'immigrazione - in prima persona. Da ufficiale della Polizia, ma anche da scrittore. Storie pesanti, di commercianti abusivi lungo le strade principali di Verona, di immigrati sommersi dal lavoro nero nei cantieri edili, di coppie anziane dell'est. E si allontana da questa pesantezza rifugiandosi nei "fogli di via" che si ritaglia negli epiloghi, voli nei sogni di un esito diverso, tutto costruito nella sua fantasia, dove la disumanità di queste storie di trasforma in immagini poetiche. Aggrappandosi ad un dettaglio che trasforma nei suoi "fogli di via", che stampiglia con un timbro per se e per il lettore in un po' più di umanità.  Continua la lettura »

Capire la città: «La vita agra» di Luciano Bianciardi

No, per intendere la città, per cogliere al disotto della sua tesa tetraggine il vecchio cuore di cui molti favoleggiano, occorreva - adesso lo capivo - fare la vita grigia dei sui grigi abitatori, essere come loro, soffrire come loro. Far vita di quartiere, come suol dirsi, e magari anche vita di sezione, purché capocellula sia non il tosacani parigino, ma il fiero imbianchino che t'ha pitturato la camera, e compagni il garzone del lattaio, il vigile urbano, la massaia, il giornalista che ha una stanza nella pensione vicino alla tua, purché cellula e sezione coincidano con il tuo mondo quotidiano.

Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962 Rizzoli

Santa Rampage: l'assalto dei Babbi Natale. Di Chuck Palahniuk

Carburata da un liquore allucinogeno - ottenuto lasciando in infusione della marijuana nel rum e chiamata Reindeer Fucker ("fottirenne") - la gioiosa "valanga rossa" formata da varie centinaia di Babbi Natale invade le feste natalizie eleganti, assalta i ristoranti chic, fa irruzione negli strip club e più in generale mantiene la polizia di Portland occupata e in paranoia. Quasi tutte le città americane hanno il loro "Assalto", ma quello di Portland - che si tiene il secondo fine settimana di dicembre - è tutt'ora uno dei migliori e più affollati. Per maggiori dettagli, vedi (Una cartolina dal 1996).

Chuck Palahniuk, Portland Souvenir - Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (titolo originale Fugitives & refugees, 2003). Mondadori 2004

La mia piccola maratonina gialla conclusa con “Maigret e la giovane morta”

A giugno Adelphi ha lanciato una promozione: sconto sui testi di Georges Simenon. Cento titoli, tra la saga di Maigret e i "romanzi - romanzi", come li chiamava il belga. E i miei librai di fiducia, Mirco e Giorgia, hanno rimpinguato la chiazza gialla sullo scaffale, la fila di dorsi dedicati a Maigret, ampiamente saccheggiata. Ne avevo letti poco più di una trentina, e l'occasione - il rinnovo del parco titoli ormai doppi - era troppo ghiotta. Ho preso il cataloghino promozionale, una penna, e ho segnato i titoli letti, confrontandoli uno ad uno: quei patacca dell'Adelphi hanno ordinato per titolo, mica per numero d'uscita... Poi, a salve di 4 o 5 volumetti alla volta, ho segnato i nuovi acquisti. L'altro ieri gli ultimi cinque. Oggi ho concluso Maigret e la giovane morta (Maigret et la jeune morte, 1954). Struggente la ragazzina, alla deriva per Parigi, la cui sfortunata storia si è conclusa sul selciato. E da lì è stata ricostruita attraverso le indagini. Bellissimo. Un bel modo per finire i 59 romanzi pubblicati da Adelphi in italiano sul commissario, dei 79 che Simenon ha scritto. E cominciare a leggere quelli ancora da tradurre.  Continua la lettura »

Chiude il mondo di Galatea. Ed io mi sento un po' più solo

Tra i miei blog preferiti c'era Il mondo di Galatea . C'era, perché ha chiuso. E' incappata in un problema professionale: scrivendo narrazioni ad ambientazione scolastica, alcuni suoi alunni si sono immedesimati nei personaggi da lei creati per raccontare una scuola media nel Nordest. Perché lei scrive, anche, del Nordest. E anche per questo la leggevo con gusto. Un gusto condiviso con altri 500 lettori al giorno, tanti ne ha raggiunti in appena un anno di vita e un po' Il mondo di Galatea. Storie di vita quotidiana tra scuola, politica, società nel bianco Veneto, personaggi che si affacciano in qualche post ogni tanto per raccontarlo, fuori dalle cronache, nel territorio della finzione.  Continua la lettura »

Mrs Ransome e la casa svuotata dai ladri: “Nudi e crudi”, un divertente giallo della mezza età di Alan Bennet

Casa Ransome era stata svaligiata. "Rapinata" disse Mrs Ransome. "Svaligiata" la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C'è un limite a ciò che si riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. Questi ladri, però, l'avevano fatto. Avevano preso tutto.

Ecco come inizia la bizzarra storia dei coniugi Ransome, coppia di mezza età, senza figli, lui avvocato un po' pedante, lei casalinga, dopo essere stati ad ascoltare a teatro un "Così fan tutte di Mozart", l'unico autore musicale ammesso in casa Ransome. Aperta la porta i due si trovano ad essere "Nudi e crudi", romanzo comico di Alan Bennet, che sta raggiungendo la scaffalatura dei libri stranieri della mia libreria, dopo che me lo sono goduto in un lampo.  Continua la lettura »

Teatro in corso: con “La locanda del mare”, a Verucchio, debutto in scena. Tranquilli, non sono solo, gli altri sanno recitare

Tra le migliaia di riminesi che ogni inverno ammazzano il placido sonnecchiare del Paese di Moraldo a colpi di corsi e seminari, ci sono anche io. C'è chi studia le danze etniche, quella del ventre, la pittura, le filosofie orientali, lo yoga, il fumetto, la cucina e l'inglese. Io faccio teatro. Sounds good, he?! Se poi uno non mi ha mai visto recitare, wow! il suono è più squillante. C'è da dire che a Rimini più o meno tutti fanno teatro: ci sono una trentina di compagnie, un'associazione di associazioni, un paio di siti, tre o quattro sedi permanenti di attori e corsi. Se ci aggiungiamo le compagnie dialettali, le parrocchie e i pugili, quando salgono sulle gallerie dell'autostrada, tra poco qualcuno si sveglierà e ci ribattezzerà con un nomignolo tipo "capitale europea della recitazione" (che qui, come definizione, va tanto di moda...). Capirete, quindi, che sono in buona compagnia.  Continua la lettura »

Attivismo politico: come accogliere un candidato. Raccontato da Chuck Palahniuk

Erano i bei vecchi tempi, quelli in cui Ronald Reagan e George Bush (il vecchio) avevano talmente paura di venire qui da definire Portland la "piccola Beirut". Farci un comizio durante una campagna presidenziale significava ritrovarsi gli anarchici radunati in Soutwest Broadway, sotto la suite presidenziale dell'Hilton. Quelli si mangiavano dei puré fatti con le patate normali, quelle bianche, ma anche con certe patate tinte di rosso e di blu con coloranti alimentari. Poi, quando arrivava il corteo presidenziale, bevevano sciroppo di Ipecac, un emetico, e ricoprivano l'hotel di grandi chiazze di vomito, rosso, bianco e blu.

Ok, ok, quello che nessuno sapeva era che i succhi gastrici il cibo blu lo fanno diventare verde. Perciò alla fine sembrava un atto di protesta contro l'Italia... Ma è il pensiero che conta.

Chuck Palahniuk, Portland Souvenir - Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (titolo originale Fugitives & refugees, 2003). Mondadori 2004

Separazione consensuale

Il mio inseparabile si è separato. Da me. E sono di nuovo single. Diciamo. Lo ero anche prima, ma era piuttosto familiare tornare a casa ed essere accolto da un urlo stridulo. Un saluto, presumo. E la mattina, uscendo, sentire dalle scale un urlo stridulo. Un altro saluto, presumo. Davvero un che di familiare. Di una famiglia sull'orlo della separazione. Il mio ex inseparabile si chiama - o si chiamava, non so - Marlow. Senza la "e". Tutti lo confondevano con il detective di Chandler. E invece no, è il capitano che risale il fiume Congo in "Cuore di Tenebra", di Joseph Conrad, alla ricerca dell'agente della Compagnia commerciale belga Kurtz. Un bel viaggio. Se leggete Colpo di Luna, di Georges Simenon, capite che è piaciuto anche a lui. Tanto da farci un libro. Copiato no, parecchio simile si può dire, però. O è meglio liberamente adattato? Massi, grandemente appropriato, ecco.  Continua la lettura »

Condividi contenuti