Romanzi

Una notte ne «Il segreto del Bosco vecchio»

Ho trovato sul profilo Facebook di Esse, alla voce libri, Buzzati.

Ah! Dino Buzzati... Già... Come mai l'ho dimenticato, nel mio elenco dei preferiti?! Il deserto dei Tartari... Poi Esselunga è venuta a mangiare e abbiamo chiacchierato, cose di vita così, amore, lavoro... Lavoro che si trascina, forse un po' stancamente, in attesa di qualcosa, sì ma cosa, gerarchie che si riflettono nel lavoro che si trascina, in attesa di qualcosa sì ma cosa, magari prove, in attesa di un avanzamento che ne dissolva una parte del peso per liberare una parte del volo che c'è, sì, perché c'è un volo, racchiuso nel lavoro che si trascina, forse un po' stancamente, in attesa di qualcosa, sì ma cosa...  Continua la lettura »

Capire la città: «La vita agra» di Luciano Bianciardi

No, per intendere la città, per cogliere al disotto della sua tesa tetraggine il vecchio cuore di cui molti favoleggiano, occorreva - adesso lo capivo - fare la vita grigia dei sui grigi abitatori, essere come loro, soffrire come loro. Far vita di quartiere, come suol dirsi, e magari anche vita di sezione, purché capocellula sia non il tosacani parigino, ma il fiero imbianchino che t'ha pitturato la camera, e compagni il garzone del lattaio, il vigile urbano, la massaia, il giornalista che ha una stanza nella pensione vicino alla tua, purché cellula e sezione coincidano con il tuo mondo quotidiano.

Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962 Rizzoli

Chicago, di Ala Al-Aswani: dall'Egitto all'America, sogni infranti di futuro e democrazia.

Ho finito da poche ore Chicago, di Ala Al-Aswani (Feltrinelli, Milano 2008, ISBN 9788807017537), scritto nel 2006 ma pubblicato in Italia solo nel maggio scorso. Sono un po' disorientato. Anzi, il disorientamento mi ha seguito lungo tutta la lettura. Scorrevole, niente da dire, a tratti crudo, a tratti coraggioso ma, a tratti, anche deludente. Ed ora, dopo qualche giorno di decantazione, provo a tirare le somme di questa immersione in una "soap" impegnata, forte e decadente, che dopo aver messo sotto una feroce accusa il proprio Paese e chi sostiene il suo abbruttimento democratico, l'accomuna all'America - e agli americani - del prima e del dopo 11/9, in modo ugualmente radicale.  Continua la lettura »

Galeotto quell'sms a Telesanterno: ospite per una sera

Telesanterno, Ieri sera sono stato ospite di una trasmissione televisiva, Decoder, l'approfondimento di Telesanterno condotto da Antonella Zangaro e Andrea Musi. "Galeotto quell'sms" il titolo della simpatica esperienza (che potete guardare sul sito di Telesanterno fino a venerdì prossimo), alla quale ho partecipato come "esperto di comunicazione". Il che, timido come sono, mi ha fatto non poco sorridere. Ma anche molto piacere, essendo un debutto: mai stato prima ad una trasmissione tv come ospite. Di solito, quando ho lavorato a Teleromagna, invitavo io per conto della redazione. Ma, per fortuna, c'è sempre una prima volta. E per come è andata - divertente e interessante - spero non sia l'ultima.  Continua la lettura »

La mia piccola maratonina gialla conclusa con “Maigret e la giovane morta”

A giugno Adelphi ha lanciato una promozione: sconto sui testi di Georges Simenon. Cento titoli, tra la saga di Maigret e i "romanzi - romanzi", come li chiamava il belga. E i miei librai di fiducia, Mirco e Giorgia, hanno rimpinguato la chiazza gialla sullo scaffale, la fila di dorsi dedicati a Maigret, ampiamente saccheggiata. Ne avevo letti poco più di una trentina, e l'occasione - il rinnovo del parco titoli ormai doppi - era troppo ghiotta. Ho preso il cataloghino promozionale, una penna, e ho segnato i titoli letti, confrontandoli uno ad uno: quei patacca dell'Adelphi hanno ordinato per titolo, mica per numero d'uscita... Poi, a salve di 4 o 5 volumetti alla volta, ho segnato i nuovi acquisti. L'altro ieri gli ultimi cinque. Oggi ho concluso Maigret e la giovane morta (Maigret et la jeune morte, 1954). Struggente la ragazzina, alla deriva per Parigi, la cui sfortunata storia si è conclusa sul selciato. E da lì è stata ricostruita attraverso le indagini. Bellissimo. Un bel modo per finire i 59 romanzi pubblicati da Adelphi in italiano sul commissario, dei 79 che Simenon ha scritto. E cominciare a leggere quelli ancora da tradurre.  Continua la lettura »

Maigret, l'affittacamere e la vita intima dell'aria

Janvier, l'ispettore di Maigret, si è beccato una pallottola in piano petto, mentre sorvegliava una pensione in rue Lhomond. Faceva la posta a un rapinatore, che col complice aveva rapinato un piccolo locale notturno, la "Cigogne", in rue Campagne - Premiére, a Montparnasse, all'ora di chiusura. A volto coperto, con una pistola in pugno. Uno dei due era stato riconosciuto dall'addetta ai bagni come cliente, poco prima della rapina. Un dettaglio dei pantaloni è bastato per identificarlo e trovare la residenza, l'affittacamere in rue Lhomond. Nella camera, oltre alla metà dei soldi, una pistola giocattolo. Ma del tipo, dopo 4 giorni di appostamenti, nessuna traccia. Poi, nella notte, quel colpo di pistola.

Maigret va a trovare il suo ispettore appena uscito dalla sala operatoria. Entra nella stanza e Georges Simenon ci regala questa frase:

Un largo fascio di luce, vibrante di un finissimo pulviscolo, attraversò la camera e parve svelare all'improvviso la vita intima dell'aria.

Georges Simenon, Maigret e l'affittacamere (Maigret en meublé, 1951), Adelphi, 2002

Mrs Ransome e la casa svuotata dai ladri: “Nudi e crudi”, un divertente giallo della mezza età di Alan Bennet

Casa Ransome era stata svaligiata. "Rapinata" disse Mrs Ransome. "Svaligiata" la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C'è un limite a ciò che si riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. Questi ladri, però, l'avevano fatto. Avevano preso tutto.

Ecco come inizia la bizzarra storia dei coniugi Ransome, coppia di mezza età, senza figli, lui avvocato un po' pedante, lei casalinga, dopo essere stati ad ascoltare a teatro un "Così fan tutte di Mozart", l'unico autore musicale ammesso in casa Ransome. Aperta la porta i due si trovano ad essere "Nudi e crudi", romanzo comico di Alan Bennet, che sta raggiungendo la scaffalatura dei libri stranieri della mia libreria, dopo che me lo sono goduto in un lampo.  Continua la lettura »

Teatro in corso: con “La locanda del mare”, a Verucchio, debutto in scena. Tranquilli, non sono solo, gli altri sanno recitare

Tra le migliaia di riminesi che ogni inverno ammazzano il placido sonnecchiare del Paese di Moraldo a colpi di corsi e seminari, ci sono anche io. C'è chi studia le danze etniche, quella del ventre, la pittura, le filosofie orientali, lo yoga, il fumetto, la cucina e l'inglese. Io faccio teatro. Sounds good, he?! Se poi uno non mi ha mai visto recitare, wow! il suono è più squillante. C'è da dire che a Rimini più o meno tutti fanno teatro: ci sono una trentina di compagnie, un'associazione di associazioni, un paio di siti, tre o quattro sedi permanenti di attori e corsi. Se ci aggiungiamo le compagnie dialettali, le parrocchie e i pugili, quando salgono sulle gallerie dell'autostrada, tra poco qualcuno si sveglierà e ci ribattezzerà con un nomignolo tipo "capitale europea della recitazione" (che qui, come definizione, va tanto di moda...). Capirete, quindi, che sono in buona compagnia.  Continua la lettura »

Attivismo politico: come accogliere un candidato. Raccontato da Chuck Palahniuk

Erano i bei vecchi tempi, quelli in cui Ronald Reagan e George Bush (il vecchio) avevano talmente paura di venire qui da definire Portland la "piccola Beirut". Farci un comizio durante una campagna presidenziale significava ritrovarsi gli anarchici radunati in Soutwest Broadway, sotto la suite presidenziale dell'Hilton. Quelli si mangiavano dei puré fatti con le patate normali, quelle bianche, ma anche con certe patate tinte di rosso e di blu con coloranti alimentari. Poi, quando arrivava il corteo presidenziale, bevevano sciroppo di Ipecac, un emetico, e ricoprivano l'hotel di grandi chiazze di vomito, rosso, bianco e blu.

Ok, ok, quello che nessuno sapeva era che i succhi gastrici il cibo blu lo fanno diventare verde. Perciò alla fine sembrava un atto di protesta contro l'Italia... Ma è il pensiero che conta.

Chuck Palahniuk, Portland Souvenir - Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (titolo originale Fugitives & refugees, 2003). Mondadori 2004

Separazione consensuale

Il mio inseparabile si è separato. Da me. E sono di nuovo single. Diciamo. Lo ero anche prima, ma era piuttosto familiare tornare a casa ed essere accolto da un urlo stridulo. Un saluto, presumo. E la mattina, uscendo, sentire dalle scale un urlo stridulo. Un altro saluto, presumo. Davvero un che di familiare. Di una famiglia sull'orlo della separazione. Il mio ex inseparabile si chiama - o si chiamava, non so - Marlow. Senza la "e". Tutti lo confondevano con il detective di Chandler. E invece no, è il capitano che risale il fiume Congo in "Cuore di Tenebra", di Joseph Conrad, alla ricerca dell'agente della Compagnia commerciale belga Kurtz. Un bel viaggio. Se leggete Colpo di Luna, di Georges Simenon, capite che è piaciuto anche a lui. Tanto da farci un libro. Copiato no, parecchio simile si può dire, però. O è meglio liberamente adattato? Massi, grandemente appropriato, ecco.  Continua la lettura »

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