Personale

Auguri 2009: «Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta»

Conosco le abitudini
so i prezzi
e non voglio comperare né essere comprato
Attratto fortemente attratto
Civilizzato sì civilizzato
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Soddisfazione Signore
Conosco le abitudini
so i prezzi
e non voglio comperare né essere comprato
Attratto fortemente attratto
Civilizzato sì civilizzato
Uno sguardo più puro sul mondo che la civiltà è ora, pagando
Decidi: cosa come quando
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Soddisfazione Signore
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Ventiquattromila pensieri al secondo fluiscono inarrestabili alimentando voglie e necessità
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta

Forma e sostanza, Tabula rasa elettrificata, 2007, C.S.I.

Riprendo la mia strada

Si arriva a un punto - spesso - nel quale anche chi vive di parole, come me, deve guardare un po' più profondamente al loro significato. Chiedersi se veramente ciò al quale si lavora ci rappresenta, unisce i nostri desideri e aspirazioni alla realtà che ci circonda. In un mondo perfetto, tutto dovrebbe collimare. In un mondo che si vorrebbe perfetto ci possono essere sbavature lungo il cammino. Quando queste ultime diventano molte di più, o addirittura segnano l'imbocco di un'altra strada, diversa da quella che si desidera, più simile a quelle che non si sono volute prendere, beh, uno stop è necessario.  Continua la lettura »

«Ci siamo»: l'Unità (ci e mi) regala qualche ragionevole motivo di orgoglio

Oggi è uscita la nuova "L'Unità". Il titolo principale è "Ci siamo". Parla della manifestazione del Pd a Roma, ma non io l'ho letto così. L'ho letto come dichiarazione del giornale, uscito con un nuovo formato, una nuova veste grafica e, sfogliandolo, con un nuovo spirito. Quel "Ci siamo" mi ha emozionato, perché mi comprendeva: pagine 44 e 45, l'intervista a Miguel Benasayag , la prima cosa che sono andato cercare. Un po' infantile, lo so. Ma sapevo del lavorio intorno alla nuova edizione, che sarebbe uscito il 25 ottobre, avevo quindi questa duplice attesa, che covava sotto la rilassatezza che accompagna i lavori fatti e spediti, e quindi archiviati nel passato, ormai inesistenti all'oggi e al domani.  Continua la lettura »

Una vita inseguita dai luoghi comuni. Anche oggi.

C'è uno strano destino in chi, come me, ha un soprannome come Kikko. Con o senza kappa, sei perseguitato dalla pubblicità dell'omonima casa di prodotti per bambini. E quindi, da quando cominci a frequentare i luoghi pubblici, dove incontri tuoi pari, asilo, scuola, catechismo, lavoro e tutte le diavolerie sociali - inclusa la disco - il lavoro dei pubblicitari ti si riversa contro. Quasi una maledizione. "Piacere, Kikko..." "Dove c'è un bambino...", ovviamente cantilenato. Le scelte sono poche: o cancelli il soprannome - e in Romagna è un problema, te ne affibbiano un altro, magari nemmeno di tuo gusto - oppure ti armi di rassegnazione e impari a gestire gli sguardi, permeandoli. Non di odio, a che serve poi: i motti o sono per presa in giro, e la rabbia li alimenta, o sono battute di spirito innocenti, scontate ma innocenti. Ecco, negli sguardi puoi solo dire: toh, che gustosa novità questa battuta, l'ho sentita solo dalla prima elementare!!!  Continua la lettura »

Ciao Gianni

Gianni Di PasqualeLa penna di Gianni di Pasquale non scriverà più. Giorni dopo un intervento di angioplastica, il suo cuore ha smesso di battere. Ad appena 50 anni. Lascia una moglie, due figli piccoli, la direzione di Fixing, il settimanale della Confindustria sammarinese - dove l'ho conosciuto quando anche io lavoravo sul monte Titano per un quotidiano - la direzione di un altro periodico, di un sito web, la collaborazione con Il Sole – 24 ore, la vicepresidenza dell'associazione di giornalisti da lui co - fondata a San Marino. Davvero tante cose per quel cuore, ingiustamente stanco, che ricordo con affetto, più che sui tasti, tra i castagni della Valmarecchia.

Housewarming: festa alla casa di Kikko (quella vera)

Housewarming, ovvero festa di inaugurazione della casa, quando si apre la nuova magione agli amici che la riscaldano con la loro presenza. E' quel che accadrà venerdì 21 a casa mia, cogliendo l'occasione della cena del vicinato, un raduno con gli abitanti, tutti amici, del blocco di appartamenti alla Castellaccia, la mia via e quella di fianco. A casa mia perché tra gli appartamenti è, di poco, il più grande. Ma, visto che ancora non ho inaugurato la casa con un party degno di questo nome, la casa di kikko, dopo la cena, verrà aperta a tutti gli amici, che siano di Rimini o di qualche altra parte dello stivale. Insomma, questo è un invito aperto: chi vuol venire viene, chi non può mi spiace, sarà per la prossima volta. Il programma è il solito: cena del vicinato, io preparo il chilli con carne (piatto messicano), Simona couscous di verdure (per i vegetariani), Markino non so, qualcosa d'altro durante la notte si cucinerà. Le sedie sono sei, quindi portatevi uno sgabello, se no mangiate in piedi. Poi, il dopocena, con la compagnia di chi vorrà venire, e si andrà avanti a oltranza, finché vino non ci separi.  Continua la lettura »

Ciao Venanzio

Viaggiano con la moto, in mezzo alla vita della città, fissandola per fotogrammi. E il giorno dopo scorrono le pagine dei quotidiani per vedere come quegli scatti sono stati inseriti, trattati, tagliati da cronisti troppo distratti dalle maree di parole per capire che una foto è un altro modo di raccontare. Diverso. Non una decorazione al pezzo. Nemmeno un ingombro in pagina. Un altro modo. Ma lo sanno. E che ci vuoi fare?  Continua la lettura »

Is there anybody in there?

Hello… C'è nessuno? Dai, connettiti, su, c'è da fare gli auguri di fine anno, buttare su due robe su questo 2006 finito - voilà, le jeux sont fait - con un impiccagione in mondovisione, giusto per restare in tema di morte globalizzata. Eddaiii, aziona le sinapsi… Lo vuoi archiviare o no?  Continua la lettura »

In morte di Silvano Cardellini

Silvano Cardellini e Sergio ZavoliL'ho incontrato per invitarlo a tenere una lezione di giornalismo, eravamo un pugno di ragazzini, qualcuno per età, tutti per esperienza, frequentavamo la “palestra” del settimanale Il Ponte e di lui sapevamo che era “il” cronista politico di Rimini. Silvano si negò. Ci rimasi male, perché non capivo, come avrei fatto, invece, anni dopo. Ci sono cose che non si insegnano, si assimilano o non si assimilano con il mestiere, nel corso degli anni, che non possono essere rinchiuse in un corso per ragazzini. Silvano non faceva il maestro, non metteva in piazza il suo fare, lo faceva e basta. E il non essersi seduto in cattedra era la metafora del suo modo di essere giornalista, anonimo custode della cronaca politica riminese, ruvido osservatore della vita amministrativa della città, che non trovava nelle magiche parole della firma il senso del suo lavoro, come invece parecchi di noi.  Continua la lettura »

Fortunale

E' entrata come un lampo, il tempo di un corteggiamento denso e repentino come il moto ondoso al principio della maretta. Pingue di giovinezza e di domande impertinenti, saltabeccanti tra vaghi propositi fatti di sogno e puntellati di certezze, e forse per questo piacevoli da gustare, più del pesce e del vino, più del dedalo di parole d'occasione, foriere di tutto e del niente.  Continua la lettura »

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