Cara Viola

La grande onda di Kanagawa, Katsushika Hokusai

ci troviamo entrambi di fronte ad un curioso traguardo. Tu entri, per legge, nell'età degli adulti mentre io, tra poco, compio il mezzo secolo. E' come se attraversassimo entrambi una fase del giorno. Tu l'alba, quando la luce del mattino si insinua nel dormire delle cose, ne staglia nettamente i confini rendendole scintillanti e le proietta nel futuro con un'ombra deformata, tutta da decifrare. Io il pomeriggio, quando i colori trasecolano nel torpore. La luce dona alle cose l'incertezza suggestiva dei contorni, mentre la loro lunga ombra comincia a confondersi con l'ignoto della sera. E chissà cosa ci regalerà questa nostra passeggiata.

Aspettavi impaziente la maggiore età. Segna un passaggio che tutti abbiamo creduto una porta spalancata alla nostra splendida solitudine e alla nostra volontà di essere. Ci sarà una festa, i regali di parenti e amici, poi le pratiche per la patente... E' ora, invece, che comincia il difficile. Non l'impossibile, perché tutte le strade ti si offrono e tutte le puoi percorrere. Ma per affrontarle dovrai usare le tue armi. E mettere le tue capacità in quelle che ti vengono offerte. Dovrai imparare a sceglierle, ad utilizzarle o a rifiutarle, per capire prima i tuoi desideri, poi come concretizzarli in questo splendido panorama che la luce del mattino sta risvegliando per te.

Non so cosa tu voglia fare nella vita. A diciotto anni pochi lo sanno e quei pochi sono o fortunati oppure privi di coraggio. Perché questa è l'età nella quale si comincia ad annusare la vita, a vivere le esperienze per formare il carattere e le attitudini. E di tutte le armi di cui disponi per il tuo futuro credo che alcune siano più importanti. La prima è la curiosità. Sii curiosa della vita, delle persone, delle esperienze. Perché non si impara dalle vittorie, si impara dagli errori. E tanti più ne farai, tanto più imparerai. E tanto più sarai curiosa di vivere esperienze, tante più porte potrai trovare, aprire e poi richiudere. E questo, te ne accorgerai, cara Viola, lo dovrai fare da sola.

Non avere paura di misurati con le cose nuove, perché solo attraverso esse ci si mette alla prova, si matura, ci si stupisce delle proprie capacità e si diventa consci dei propri limiti. E si affinano le abilità per superarli. Perché i limiti sono posti sulla nostra vita per essere superati, non per essere accettati. E se qualcuno vuole importeli, non accettarli. Nemmeno se quel qualcuno sei tu.

L'altra arma che auguro non ti manchi mai è l'indipendenza. Cercala, con ostinazione, con tutte le tue forze. Non per bastare a te stessa, non solo almeno. Ma perché viaggia a braccetto con la curiosità nel tuo diventare donna. La dipendenza è un laccio che immobilizza, qualunque cosa, persona o idea la eserciti su di te. La dipendenza dalle cose genera bisogno, alimenta la superficialità e quando si svela l'unico dono che reca è il vuoto. La dipendenza dalle persone genera insicurezza, talvolta immobilismo e il suo dono è atroce: diventa rimpianto. Scegli di scegliere, liberamente, perché la strada è lunga e c'è un mondo da scoprire e abitare. Come lo desideri tu. E sarà più bello da percorrere con chi ti si affiancherà. Alla pari.

Non ci sono né madri né parenti né amici in questa passeggiata nel mattino della tua vita. O meglio, ci sono, sono di aiuto, ma pian piano ti renderai conto che non possono essere un vincolo che non ti consenta di esprimerti come desideri. Perché i legami che ora senti forti, indissolubili, pian piano si faranno meno presenti, anche se resteranno forti. Non aver paura di percorrere distanze in questa tua ricerca, perché le persone che ami resteranno vicino a te, anche nella lontananza. E se cadrai, non tarderanno ad aiutarti ad alzarti. Ma non abbandonare mai la tua ricerca, perché la posta in gioco è la pienezza di te e, in definitiva, la tua felicità.

Dopo tante parole sul futuro, ti lascio con un'immagine di te. Quella carezza che mi donasti, anni fa in libreria, quando mi avvisarono che la mia cara Stefania stava per morire. Un gesto d'amore che ti racchiude e ti rappresenterà finché avrò strada da percorrere.

Con amore,

zio Kikko

Argomenti: 
Persone: