In viaggio

Aberdeen, once upon a time

Saipem Ragno DueDoveva essere più o meno in questo periodo, nel 1983, che il "Ragnetto" faceva base ad Aberdeen. L'avevo lasciato a Porto San Giovanni, per il mio turno di ferie, mentre la squadra rimasta a bordo lo portava dalle correnti di Scilla e Cariddi alle acque gelide del nord Europa. Mi dispiacque, doppiavano Gibilterra e passavano dal golfo di Guascogna, un doppio appuntamento che ricorreva nel chiacchiericcio di radio Bordo, il primo come ineludibile battesimo - si usciva dal Mediterraneo, il tuo libretto di navigazione passava in serie A - il secondo illustrato come un cimitero delle navi, la prova suprema dello stomaco. Entrambi raccontati con effetto per far drizzare le orecchie dello sbarbatello di turno, stessa enfasi che accompagnava gli scherzi - atroci, ma inevitabili - dell'iniziazione. E lo sbarbato abboccava, eccome. Così, ad Aberdeen, appena tornato a bordo del "Saipem ragno due", avevo la certezza di aver perso qualcosa. Ma dei tanti Omero ritrovati nessuno che apriva bocca per raccontare il viaggio. La Guascogna aveva picchiato duro e tutto l'equipaggio avevano rovesciato anche l'anima. Tutti, tuttitutti meno che uno, il pilota del sommergibile tascabile, un francese un po' scontroso (come del resto lo erano quasi tutti i sub). Per cui, lui stava zitto di suo, gli altri invece glissavano raccontando con enfasi di ben più tempestose vicende della ballerina della compagnia, a cominciare dalle Shetland, quando il divano, che era avvitato al pavimento, non potendosi muovere si smontò, mandando il secondo e un macchinista a flottare per la stanza della televisione.  Continua la lettura »

Flying taxi

Adoro i voli low cost, è come prendere un taxi, con in più, a bordo, alcune graziose promoter che ti propongono discretamente qualche acquisto, se vuoi qualunque cosa oltre che volare. Inoltre, non devi parlare per forza al conducente. Ed è estremamente più conveniente. Intendiamoci, credo che qualunque taxi sia meno costoso fuori Rimini. Le rare volte che ne ho preso uno mi sono sentito negli scomodi panni di chi chiede di essere rapito, e il conto chiesto a fine corsa suona più come un "scusi, quant'è il riscatto"?  Continua la lettura »

Londra - ladrona - la Scozia non perdona

Quando ho detto a qualcuno che in Scozia il whisky non lo bevo, perché costa più che in Italia, mi ha guardato strano. Un po' più che strano. Qualcosa tipo: hai davvero bisogno di una vacanza, Kikko. Potevo dargli torto?  Continua la lettura »

Do you need something from Scotland?

Click: I send my reservation to Ryanair: I will fly to on Scotland Wednesday 31 January. Seems like holiday, 12 days in that beautiful, strange, magic land, as you know: whisky, Braveheart, kilt, the Lock Ness monster and put together everything you have heard about it. But, after some travel there, dad and Jean and the other parents, for me is nothing at all, is just to fly to home. Another kind of home. Far away from mine. I don't know why, but all seem to be so familiar, starting from the wheather. You arrive, and just watch if is raining, put your caps on, it's sunny, put your cap down. You take the luggage, take the key at the Hertz, look at the car somewhere outside Prestwick, some problem to put the speed, and start to riding outside the airport, with the car and the traffic lane that becomes usually at the first roundabout. I like to landing at Prestwick. The airport is nearby the sea, and you can smell and hear it, strongly like the ocean. Then the road to Glasgow, a road to cross about 4 million people, but not so difficult like arrive to Milan. Until I have buy my Tom Tom.  Continua la lettura »

Mors tua, vita mea

cimitero di guerra americano in NormandiaFerragosto, ho lasciato Rouen per la costa. Avevo voglia di mare e mi sono trovato in mezzo alla guerra, ben presente 62 anni dopo. Tutto ricorda l'operazione Overlord, il D-Day, sulla costa. In ogni paese è un gran sventolare di bandiere alleate, cartelli con itinerari, musei e memoriali, oltre a qualche vestigia dell'orrore che affiora, tra la campagna e il mare della tranquillità. I paesini della costa ribollono di turisti, inglesi, olandesi, parecchi italiani, famiglie in camper, comitive e motociclisti, che riempiono bistrot e ristorantini a tutte le ore. Arrivo a Courseulles sur mer - Juno beach in codice - per cercare una stanza, ma la lascio poco dopo. La giostrina sulla piazzetta centrale, il minigolf, gli alberghi impavesati e i posti auto tutti pieni: rimetto in moto e passo al paese seguente, Arromanches, Gold beach in codice. E' ancora più denso. Ma sono le 2 e ormai - realizzo - un posto vale l'altro: anche qui la giostrina, gli alberghi impavesati, non vedo il minigolf, ma sarà da qualche parte. Trovo una stanza e inizio il mio tour "dans la guerre".  Continua la lettura »

Vigilia di Ferragosto, a Rouen

rouen_37Il tabacco Gauloises l'ho trovato a 50 km da Parigi. E' stato come ritrovare un amico dove ti aspetti l'imponderabile, ma non lui. E l'ho lasciato in silenzio, fino alla prima destinazione, Rouen. Lo rollo all'Agorà café, prima sosta dopo una passeggiata in questa cittadina di provincia densa di sorprese. Svoltando da Notre Dame, mi imbatto in Rimini. Sissì, proprio lei, richiamata sulla vetrina e nella tenda di un negozio di calzature, proprio di fronte alla chiesa. Ah, cominciamo bene, penso. Poi, seguendo il gotico mozzafiato della cattedrale, ho peregrinato lungo le facciate delle case a falda, d'età variabile tra il '300 e il '700, schierate nel centro storico. Una quinta incredibile che incastona, al piano terra, la modernità del franchising, MacDonald compreso: travi in legno, intonaco, ardesia e saldi, questi ultimi inseriti, almeno, con gusto.  Continua la lettura »

Un calice di Calvados

Quando sono partito lo sai: ho saltato a piè pari la tua consegna. Poi mi sono immerso nell'apnea del viaggio, lungo le autostrade che mi portavano via da Rimini, te compresa. Un po' mi è spiaciuto, me ne rendevo conto quando canticchiavo con più vigore un pezzo o quando affondavo il gas per superare un'auto che mi avrebbe, poi, distanziato. Chose comme ça.

Da Chambery, passato il Frejus, ho preso la strada a mattino inoltrato, verso Lione, grigia di nuvole e di pioggia. Man mano che la strada per Parigi si accorciava, i monti si sono arrotondati, le colline hanno lasciato lo spazio alla campagna mietuta, a larghe chiazze boscosa. Dolce, anche se trafitta dall'asfalto. Correvo, correvo, ma i cartelli mi restituivano sempre troppi chilometri. Il tempo si stava dilatando, cominciavo ad essere stanco, un po' nervoso, accendevo il cellulare per prendere una foto – troppo tardi, il soggetto era già passato – per spegnerlo quando arrivava un messaggio indesiderato.  Continua la lettura »

Prologo sorrentino

Positano, 30 ottobre

PescivendolaIl "rigato" mi ha portato giù giù fino a Positano, poco oltre la meta prevista, Napoli. Nel mezzo, una gran voglia di fuga, indefinita nei perché e nei per dove, una zingarata verso una decisione che, come al solito, avverrà per caso e per umore, conscio che poi alla fine è l'inconscio a scegliere, prendendosi la ragione. Sono partito col grigio, una mattina riminese grigia fin dentro le notizie, grigie anche le Marche, a chiazze e buchi come l'asfalto. Giusto l'Abruzzo ha cominciato ad esser colorato, di un tardivo autunno. E poi il Lazio, coi colli romani, colorato di pini e ulivi e casoni e agglomerati, mentre il rigato pian piano diventava nero notte, di là tre file di doppie luci bianche, di qua coppie di rosse, a tratti fiammeggianti. Le tre corsie son diventate due, strette tra le case che si affannano a resistere all'asfalto, un dedalo di fretta, jersey e gallerie e cartelloni, file interminabili da un lato, mentre la mia meta pare si avvicini. Al culmine della statale sorrentinese, si forma la fila che paziente seguo, scendendo verso il mare. Un'ora, forse meno, per una manciata di chilometri, il mare e il cielo un tutt'uno come i caseggiati, nemmeno caratteristici.  Continua la lettura »

U. S.

Torre dell'Orso, frazione di Melendugno, Salento, PuglieSiamo arrivati mercoledì alle 7, partiti alla spicciolata ed arrivati insieme, ancora impreparati ad entrare in ferie, increduli o quasi pronti a ripensarci. Torre dell'Orso, frazione marina di Melendugno, Lecce. E il tempo della fuga è già finito, né troppo presto né troppo lungo. Solo trascorso, placidamente e senza tanti programmi, così come veniva: bene. Andrea è già ripartito, ieri notte all'una - dopo lo ska dell'Heineken jamming festival, in mezzo ad una campagna sconosciuta e affollata di freak e dred, aromi tetracannabinoidali e bellissime salentine - per arrivare a tappe non forzate a Rimini, richiamato dalla sua cooperativa.  Continua la lettura »

A sud

Ferie, una settimana. Tre giorni fa, no 4, lo spunto per una zingarata incrociando per caso, tra scale e corridoi, Andrea. Vuol partire ed è da solo, come me, ha in testa Berlino, con una puntata nei Paesi Bassi. "Den Helder, voglio tornarci - gli faccio, già convinto del viaggio, tornando in un lampo a quel porto sul mare del Nord, fitto di navi da guerra pescherecci e case galleggianti ormeggiate in un placido canale. Vent'anni indietro, mica uno, quando in quel porto ho chiuso il libretto di navigazione nel cassetto, per aprire il tesserino militare. Poche ore dopo torniamo sul discorso: "In treno", fa Andrea, convinto che vacanza sia vacanza dalla vita di tutti i giorni, anche dai ritmi. Al cellulare non ha visto la mia faccia, ma le mie perplessità le avrà sentite… In treno. Non è rallentare il ritmo, è inchiodare mentre viaggi in autostrada. Già mi vedevo boccheggiante a sfogliare pagine di un libro, o il dramma o la vera decantazione, uno stacco radicale, pensavo. Sorpassando, of course. Addio pattinata a perdifiato sulle autostrade tedesche, però mi intrigava lo stesso provarci. In treno, che stacco.  Continua la lettura »

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