Blogging

Facebook. Ovvero, come rinasce la cara vecchia parrocchia in digitale.

"Come, non sei su Facebook?!". Aaaaaah ma è 'na fissa questa... In una settimana, tolto lo spam, nella casella di posta sono restati per lo più inviti ad iscrivermi. Poi ci si mette anche Claudia, nell'uggiosa piazza Cavour... Vabbé, accogliamo l'invito e mettiamoci su Facebook: vediamo com'è.

Già c'è Cristian che non fa altro che parlare di social content. Io lo seguo, è il mio guru... Delicius... fantastico: un'ancora di salvezza nel mare magnum della navigazione. Twitter... una manna. Peccato che non faccio mai granché, per cui non mi sono twittizzato (o twitterarizzato?! Vabbé, quella roba lì). Però alla fine mi sono iscritto. A Facebook. Click e via.  Continua la lettura »

Galeotto quell'sms a Telesanterno: ospite per una sera

Telesanterno, Ieri sera sono stato ospite di una trasmissione televisiva, Decoder, l'approfondimento di Telesanterno condotto da Antonella Zangaro e Andrea Musi. "Galeotto quell'sms" il titolo della simpatica esperienza (che potete guardare sul sito di Telesanterno fino a venerdì prossimo), alla quale ho partecipato come "esperto di comunicazione". Il che, timido come sono, mi ha fatto non poco sorridere. Ma anche molto piacere, essendo un debutto: mai stato prima ad una trasmissione tv come ospite. Di solito, quando ho lavorato a Teleromagna, invitavo io per conto della redazione. Ma, per fortuna, c'è sempre una prima volta. E per come è andata - divertente e interessante - spero non sia l'ultima.  Continua la lettura »

Chiude il mondo di Galatea. Ed io mi sento un po' più solo

Tra i miei blog preferiti c'era Il mondo di Galatea . C'era, perché ha chiuso. E' incappata in un problema professionale: scrivendo narrazioni ad ambientazione scolastica, alcuni suoi alunni si sono immedesimati nei personaggi da lei creati per raccontare una scuola media nel Nordest. Perché lei scrive, anche, del Nordest. E anche per questo la leggevo con gusto. Un gusto condiviso con altri 500 lettori al giorno, tanti ne ha raggiunti in appena un anno di vita e un po' Il mondo di Galatea. Storie di vita quotidiana tra scuola, politica, società nel bianco Veneto, personaggi che si affacciano in qualche post ogni tanto per raccontarlo, fuori dalle cronache, nel territorio della finzione.  Continua la lettura »

The day after. Che poi è giusto l'inizio.

Non sono sconvolto. Non ho versato lacrime, né mi sono stracciato le vesti. Non sono terrorizzato, incazzato, e nemmeno deluso. E' andata così, molto, molto peggio di quel che avevo immaginato negli ultimi giorni, sicuro di una tonda vittoria sul filo di lana, che da "si può fare" si trasformava in un "ce l'abbiamo fatta". Non è successo. Anzi, non solo non abbiamo vinto, ma non si è avverato nulla di quel che mi sarebbe piaciuto avvenisse. La destra non si è mangiata i voti di An, la sinistra non ha avuto un suo risultato che dichiarasse a tutto tondo che il processo aggregativo era la loro strada, il nano paffuto non è stato sconfitto. Quindi, per la prossima volta, non chiedetemi, amici e conoscenti, pronostici: vi metterei su una falsa pista.

Ma non riesco a provare nessuna di queste sensazioni negative. Un vuoto sì, certo. Piuttosto sento solo la consapevolezza che devo aspettarmi, per i prossimi cinque anni, un cucchiaino di merda ogni giorno. Una curiosa medicina che abbiamo già ampiamente sperimentato. Ma evidentemente non è bastata.  Continua la lettura »

Trecentosessantasei giorni. Fa te.

C'è chi dice che l'anno bisestile porti sfiga. Non è che ci abbia mai creduto molto, a 'sta storia. Almeno, in gennaio manco ci pensavo, quando mi sono rotto un piede. E, tolto il gesso, la settimana di influenza che è seguita non è che mi abbia avvicinato a questa curiosa tesi. Quel che mi lascia perplesso, però, è che ci sia messa pure la quinta costola destra - rotta - a cercare di portarmi sulla strada della superstizione.

Siamo solo a marzo...

Classifiche e Pagerank e l'intorto dei blogger per avere un link e dirottare lettori da un blogger e il titolo è abbastanza lung

Quando si guarda nelle statistiche del blog, o del sito, si osserva nell'ordine: A) i visitatori, B) le pagine, C) da dove vengono i visitatori. Che più o meno risponde alle domande A) Sto diventando popolare o le mie pagine sono l'equivalente web della Fortezza Bastiani? B) Ma entrano e leggono oppure scappano via dopo pochi secondi? C) C'è qualcuno nel web che mi linka, mi manda visitatori oppure vedi alla voce Fortezza Bastiani?

Queste domande, dopo un po' che apri il blog e ci rovesci dentro parole, diventano sempre più importanti, talvolta totalizzanti. Una sindrome, quasi: la sindrome del blogghista. Milioni di persone scrutano le statistiche per rispondere al proprio ego, schiacciato, vituperato, maltrattato nella vita comune, ma che sul web - sì, in questa splendida frontiera che non conosce punti cardinali - può trovare il suo riscatto, la notorietà, magari il successo. E la sindrome galoppa.  Continua la lettura »

“Famolo strano", anche col pc: come ho cambiato le abitudini con i miei strumenti di lavoro e sono arrivato a Linux

Dai e dai ce l'ho fatta: su un mio Pc è ormai operativo un sistema Linux. OpenSuse. Non solo, l'ho inaugurato con un pezzo sull'Unità: non male come inaugurazione. Un'altra tappa verso l'obbiettivo di questi anni, mandare a "ravanare nei greppi" della mia micro economia Windows e il suo monopolio, a favore del lavoro di migliaia di persone che mettono i loro saperi - e il loro tempo - a disposizione degli altri. Senza guadagnarci un soldo. Non è spirito libertario tout court. E non è nemmeno una rivolta antieconomica. E' una scelta, al contrario, di libertà, condivisione e a favore di un'altra economia, non meno importante e, certamente, molto più diffusa. Ma anche di consapevolezza: controllo io i miei mezzi di produzione - il pc - adeguandoli a ciò che credo, anche e soprattutto nei piccoli gesti quotidiani. E, soprattutto, la scelta di non accettare quel che è dato, lasciandosi assuefare dall'abitudine.  Continua la lettura »

Oroscopi e oroscopisti: Rob Brezsny. Ovvero, come l'eccezione non conferma la regola ma se ne fa una tutta sua

Io non credo agli oroscopi. Nel senso: che gli astri ci influenzino, beh, non me lo sono inventato io: guardate le maree e pensate a come siamo infinitamente più piccoli del mare. Per cui una forte influenza su di noi, gli astri l'avranno di sicuro. Mi fanno impazzire invece gli oroscopi che leggo in giro. Non so perché, mi ricordano le pesche di beneficenza: tiri fuori qualche cosa dal bussolotto e se hai fortuna si adatta alle tue esigenze, se non hai fortuna butti via il cartiglio o l'oggetto che hai vinto appena svoltato l'angolo.  Continua la lettura »

Come ho scoperto di essere un personaggio politico cittadino

Io non lo sapevo di essere un personaggio conosciuto, in città. Nel senso di personaggio politico. Me lo ha detto Mario, del Carlino, a modo suo. Oggi, siccome abbiamo diffuso i nomi dei segretari eletti nel circoli del Pd lo scorso fine settimana, i giornalisti stanno cercando qualcosa per rimpolpare una cronaca decisamente fredda. Capirai, un elenco di 42 persone in tutta la provincia... un po' di gossip ci vuole. Chi è stato eletto qui, chi è stato eletto là... "Chi è questo, Kikko? E quella? Da dove viene?" Parecchi nomi non li conosco... "E gli eletti alle assemblee comunale e provinciale?" Li stiamo raccogliendo, domani ve li diamo... Al che, Mario, che la politica la vuole sempre scrivere con un po' di ironia, passa al capitolo trombati. Massì, i politici di primo piano, come assessori, presidenti, o consiglieri comunali che non sono stati eletti nelle assemblee elettive, la comunale o la provinciale. E mi fa, a bruciapelo: "senti, ma ti posso mettere tra i trombati, visto che non sei stato eletto? Dai, sei uno conosciuto in città...". Non so se offendermi o stimarmi.

Pedone per caso

C'è un bmw, un pedone e un tombino che stanno sulla strada. Il Bmw, uno station wagon, accelera ma curva leggermente, per passare dietro al pedone. Anche il pedone accelera, per aiutare il bmw ad evitarlo. Il tombino invece sta fermo. E magari non si accorge nemmeno del pedone che gli atterra sopra in malo modo, né dei moccoli che tira il pedone, una volta presa la storta. E' di ghisa, cosa volete che ne sappia lui di bmw, pedoni e, soprattutto, di moccoli. Magari nemmeno voi. Traduco: i moccoli sono le imprecazioni che si tirano, tra i denti o a squarciagola, quando succede qualcosa che non vi aspettate e che, ovviamente, non gradite. Se no, si esulta. Il pedone moccola perché il piede gli fa un bel po' male, un male del tipo mi-sono-preso-una-storta. Una roba così, insomma. Per cui, interpretate secondo i vostri gusto e cultura i moccoli che ha lanciato il pedone. L'avete presa una storta una volta nella vita, no?!  Continua la lettura »

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