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Note sparse su fatti, fatterelli e persone

Dei lavoratori e dei clandestini: lettera aperta ai parlamentari Emma Petitti e Tiziano Arlotti

Emigranti arrivati a Ellis Island, New York

Cari Emma e Tiziano,

come forse avrete appreso da Fb o dai giornali, io e altre 14 persone potremmo usufruire, forse per tre mesi, della cassa integrazione. Come del resto sta accadendo a migliaia di altre persone. Vorrei però sollecitare il vostro interesse su un dettaglio secondo me di non poco conto. Inizialmente l'azienda voleva licenziarci. E questo avrebbe messo alcuni di noi, stranieri, nella scomoda condizione di perdere il permesso di soggiorno. Ovvero diventare clandestini.

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Un piccolo passo avanti nella vertenza Feynman

Furore, film di John Ford

Il primo incontro tra la cooperativa Feynman e la delegazione sindacale di Cgil, Cisl e Uil ha segnato un piccolo passo in avanti per i 15 lavoratori, me compreso, coinvolti nella vertenza: l'azienda, che proponeva il licenziamento collettivo, ha accettato la proposta sindacale di richiedere la cassa integrazione in deroga per tre mesi, con decorrenza dal 1° gennaio.

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Piccoli Moraldo invecchiano

I vitelloni, film di Federico Fellini

Papà voleva che facessi come Moraldo, il protagonista del film I vitelloni, di Fellini. “Metti la testa fuori dalla caverna” mi diceva. Per questo mi propose di imbarcarmi sulle navi della Grande Compagnia Petrolifera. A me Moraldo piaceva. Soprattutto la scena di quando prende il treno e lascia la città a quei pataca dei suoi amici. Anche se all'epoca, pur avendo già visto il film, non l'avevo capito appieno. Forse perché non avevo capito Rimini così come la conosco ora. Non avevo la maturità, ma la curiosità sì.

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Una porta piena di spifferi

Mario Sironi, il viandante

Uno dice: beh, perdiamo il lavoro e pensa che sia finita lì. Si chiude una porta e si apre un portone, forse. E in qualche modo mi piacerebbe fosse così. E invece si scopre che si spalancano un sacco di feritoie da quella porta che si sta chiudendo, feritoie che occorre studiare, scrutare e poi tentare di aprire. Perché la porta che viene chiusa, forse, non è stata chiusa nel modo più corretto. Ma occorre dimostrarlo.

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Wanna Marchi mon amour

The wall, disegno di Gerald Scarfe per l'omonimo film e album dei Pink Floyd

Ogni volta che leggo su Fb frasi del tipo “Clamorosa rivelazione”, “incredibile”, “prima che venga censurato”, “quello che non vedrete mai in televisione” mi vengono in mente certi personaggi, quando in televisione impazzavano gli urlatori nelle televendite. Robertino, mi pare si chiamasse uno, quello robustino, con i baffi, che sembrava sempre sull'orlo dell'infarto e in deficit d'ossigeno. Oppure la mitica Wanna Marchi, prima che le disavventure troncassero una gloriosa carriera di teleimbonitrice. E gli emuli?

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