Rimini

“Fogli di via”: l'immigrazione raccontata da un vicequestore, con un (bel po') di poesia

Questa sera presento alla Festa democratica per la solidarietà - a Viserbella di Rimini, alle 21 - il libro di Gianpaolo Trevisi, "Fogli di via Racconti di un vicequestore", intervistando l'autore. Che è davvero un vicequestore, dell'ufficio Immigrazione di Verona, che sceglie di raccontare quel che vede, vive - il tema dell'immigrazione - in prima persona. Da ufficiale della Polizia, ma anche da scrittore. Storie pesanti, di commercianti abusivi lungo le strade principali di Verona, di immigrati sommersi dal lavoro nero nei cantieri edili, di coppie anziane dell'est. E si allontana da questa pesantezza rifugiandosi nei "fogli di via" che si ritaglia negli epiloghi, voli nei sogni di un esito diverso, tutto costruito nella sua fantasia, dove la disumanità di queste storie di trasforma in immagini poetiche. Aggrappandosi ad un dettaglio che trasforma nei suoi "fogli di via", che stampiglia con un timbro per se e per il lettore in un po' più di umanità.  Continua la lettura »

Suonate i Campanelli del grattacielo e salite in teatro: cinque appartamenti per altrettante storie di drammatica quotidianità

Il grattacielo di Rimini è stato, all'epoca, il simbolo della modernità. Almeno, negli anni '60. Poi è diventato il simbolo della decadenza: gli appartamenti costavano relativamente poco, rispetto alla bolla speculativa che ingloba la città. E questo perché il "clima" non era dei migliori: prostituzione, droga ecc, ecc. Con i costi bassi, si sono insediate numerose famiglie extracomunitarie, e quindi è diventato un luogo un po' di "frontiera". Oggi, un'altra metamorfosi per questo obelisco ventoso di un'ottantina di metri: è diventato per qualche giorno il simbolo del teatro a Rimini. E cinque appartamenti altrettanti prosceni. Ovvero, "Campanelli. Teatro al Grattacielo". Davvero uno spettacolo. Che verrà replicato fino al 24 aprile. I biglietti sono già esauriti, mi dicono, ma non disperate: credo ci sarà una o più repliche per la notte rosa. E quindi prenotatevi in tempo, perché ne vale la pena.  Continua la lettura »

Teatro in corso: con “La locanda del mare”, a Verucchio, debutto in scena. Tranquilli, non sono solo, gli altri sanno recitare

Tra le migliaia di riminesi che ogni inverno ammazzano il placido sonnecchiare del Paese di Moraldo a colpi di corsi e seminari, ci sono anche io. C'è chi studia le danze etniche, quella del ventre, la pittura, le filosofie orientali, lo yoga, il fumetto, la cucina e l'inglese. Io faccio teatro. Sounds good, he?! Se poi uno non mi ha mai visto recitare, wow! il suono è più squillante. C'è da dire che a Rimini più o meno tutti fanno teatro: ci sono una trentina di compagnie, un'associazione di associazioni, un paio di siti, tre o quattro sedi permanenti di attori e corsi. Se ci aggiungiamo le compagnie dialettali, le parrocchie e i pugili, quando salgono sulle gallerie dell'autostrada, tra poco qualcuno si sveglierà e ci ribattezzerà con un nomignolo tipo "capitale europea della recitazione" (che qui, come definizione, va tanto di moda...). Capirete, quindi, che sono in buona compagnia.  Continua la lettura »

Ciao Gianni

Gianni Di PasqualeLa penna di Gianni di Pasquale non scriverà più. Giorni dopo un intervento di angioplastica, il suo cuore ha smesso di battere. Ad appena 50 anni. Lascia una moglie, due figli piccoli, la direzione di Fixing, il settimanale della Confindustria sammarinese - dove l'ho conosciuto quando anche io lavoravo sul monte Titano per un quotidiano - la direzione di un altro periodico, di un sito web, la collaborazione con Il Sole – 24 ore, la vicepresidenza dell'associazione di giornalisti da lui co - fondata a San Marino. Davvero tante cose per quel cuore, ingiustamente stanco, che ricordo con affetto, più che sui tasti, tra i castagni della Valmarecchia.

Come ho scoperto di essere un personaggio politico cittadino

Io non lo sapevo di essere un personaggio conosciuto, in città. Nel senso di personaggio politico. Me lo ha detto Mario, del Carlino, a modo suo. Oggi, siccome abbiamo diffuso i nomi dei segretari eletti nel circoli del Pd lo scorso fine settimana, i giornalisti stanno cercando qualcosa per rimpolpare una cronaca decisamente fredda. Capirai, un elenco di 42 persone in tutta la provincia... un po' di gossip ci vuole. Chi è stato eletto qui, chi è stato eletto là... "Chi è questo, Kikko? E quella? Da dove viene?" Parecchi nomi non li conosco... "E gli eletti alle assemblee comunale e provinciale?" Li stiamo raccogliendo, domani ve li diamo... Al che, Mario, che la politica la vuole sempre scrivere con un po' di ironia, passa al capitolo trombati. Massì, i politici di primo piano, come assessori, presidenti, o consiglieri comunali che non sono stati eletti nelle assemblee elettive, la comunale o la provinciale. E mi fa, a bruciapelo: "senti, ma ti posso mettere tra i trombati, visto che non sei stato eletto? Dai, sei uno conosciuto in città...". Non so se offendermi o stimarmi.

Pedone per caso

C'è un bmw, un pedone e un tombino che stanno sulla strada. Il Bmw, uno station wagon, accelera ma curva leggermente, per passare dietro al pedone. Anche il pedone accelera, per aiutare il bmw ad evitarlo. Il tombino invece sta fermo. E magari non si accorge nemmeno del pedone che gli atterra sopra in malo modo, né dei moccoli che tira il pedone, una volta presa la storta. E' di ghisa, cosa volete che ne sappia lui di bmw, pedoni e, soprattutto, di moccoli. Magari nemmeno voi. Traduco: i moccoli sono le imprecazioni che si tirano, tra i denti o a squarciagola, quando succede qualcosa che non vi aspettate e che, ovviamente, non gradite. Se no, si esulta. Il pedone moccola perché il piede gli fa un bel po' male, un male del tipo mi-sono-preso-una-storta. Una roba così, insomma. Per cui, interpretate secondo i vostri gusto e cultura i moccoli che ha lanciato il pedone. L'avete presa una storta una volta nella vita, no?!  Continua la lettura »

Natale all'ipermercato. Ovvero, come vivere in città e sentirsi costantemente in un centro commerciale.

Questo Natale è volato via. L'altro giorno mi sono accorto che appiccicavano le solite luminarie e invece era novembre. La metà, di novembre. Oggi mi accorgo che Natale è dietro l'angolo. Addobbato, al solito, come un ipermercato. La città ogni anno viene illuminata così, nemmeno fosse un Mediaworld o Le Befane. Tocca farlo, senno le associazioni dei commercianti o degli artigiani "tacano" con la rumba delle proteste verso il Comune. Perché poi la comunità si debba fare carico di mascherare la città da centro commerciale proprio non lo capisco. Esiste la Camera di Commercio, nel Cda della quale siedono tutte le sigle e siglette degli imprenditori... trovino loro un accordo e i fondi per rendere questa Rimini natalizia. E poi: va bene aver paura della concorrenza, ma è necessario mascherare il centro come un ipermercato?  Continua la lettura »

La storia della colonna infame si ripete a Rimini: boicottano la compagna per pidocchi che non ha. La scuola la manda a casa.

Non hanno avuto bisogno di Youtube per il loro episodio di bullismo scolastico: è bastata la pilatesca complicità dei loro insegnanti ad una scolaresca di una scuola superiore di Rimini. In quindici, riporta il Corriere di Rimini di oggi, si sono rifiutati di rientrare in classe finché c'era lei, la compagna, accusata di essere portatrice di pidocchi perché, hanno detto, si grattava spesso. Poco importa che il grattarsi può nascere da diversi fattori: un tic nervoso, una situazione di stress, problemi circolatori: un medico può raccontarne molti di più e meglio di me. Non si può, forse, raccontare il disagio di questa adolescente, che certo ha sentito tutto il peso della solitudine davanti alla discriminazione di questa massa ottusa di compagni di scuola. Tutti fuori, ad attendere che la ragazza levasse il disturbo della sua presenza, mercanteggiando la selezione di quali comportamenti - o disfunzioni, o problemi: chi può dire quale altro metro di selezione potrà scegliere la scolaresca in futuro?  Continua la lettura »

L'Isola del rock riminese che vuol cambiare insieme alla città

rockislandA Rimini il molo di levante è la passerella che porta la città dentro il mare. E' nato lungo per evitare che la maretta (o il mare grosso) da levante si incanali nel porto, offrendo una zona di relativa bonaccia agli scafi che da secoli imboccano il canale. Ma è anche, come qualcuno l'ha definita, la seconda passeggiata della città, che si ritrova qui, a braccetto o in solitudine, a godere del sole o della pioggia, dello sciabordio o del ruggito delle onde, passeggiando fin dentro l'Adriatico. Se avete visto "La Prima notte di quiete", di Valerio Zurlini, potete averne l'immagine più romanticamente vicina già nella prima scena. Se la percorrete quando urla la tramontana, riuscite a reincontrare il mare, da noi dimenticato dietro la teoria degli ombrelloni. Sopra la palata, prima del fanale di via rosso, c'è il Rockisland.  Continua la lettura »

Addio al prete dalla tonaca lisa. E' morto don Benzi, cordoglio in regione. (L'Unità)

don Oreste Benzi“Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio[...]”.Don Oreste Benzi ha scritto questo commento biblico per il 2 novembre. Oggi, suona come l'estremo saluto a quanti lo hanno seguito camminando accanto agli “ultimi della terra”. Perché è vero che a Rimini è cresciuto - il seminario nel '37, sacerdote e cappellano alla chiesa di San Nicolò, al Porto nel '49, da anni alla Resurrezione, zona Grotta Rossa, dove è spirato per un attacco cardiaco la notte scorsa - come un qualunque parroco. Ma non era un prete “qualunque”. E il suo messaggio non è rimasto ancorato – o sepolto - nel disincanto della città del divertimento, anzi.  Continua la lettura »

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