Daniel Pennac

Quo vadis, baby?

La casa di Kikko ha doppiato da qualche giorno le 10 mila pagine lette, da quando ho messo il contatore Shinistat. Cioè due anni fa, giorno più giorno meno. E ho superato i 5 mila ospiti. Intanto grazie. E benvenuti nella Casa di Kikko. Quando ho "tirato su" questo edificio non mi aspettavo nemmeno di scrivere qualcosa, ed ora assito ad un curioso andirivieni su queste pagine: 53 visitatori negli ultimi giorni, oggi sono a quota 100 e veleggio verso previsioni di 128. Bah, mi sveglierò tutto sudato.... Addirittura frenetico per quelle che erano le mie abitudini: 5, 10, a esagerare 20 ospiti. Gente sconosciuta, ora, che arriva, legge e se ne va, una traccia sul log e niente più. Chissà chi è. Prima, con il traffico moooolto più rarefatto, riuscivo a immaginare chi mi veniva a visitare attraverso gli Ip. Alla mattina Andrea o Cristian, Cugio ogni tanto, salutato dalla sua mail con allegato le ultime pataccate dell'ironia politica che girano in Rete (alla quale segue immancabilmente il doppione di Italo o Pigo), l'Anonimanontroppo quando è in trasferta, qualche altro amico che lascia un commento, Cristian tra i più affezionati, Felice.  Continua la lettura »

Daniel Pennac, ansiolitico senza ricetta e senza controindicazioni

Se fossi un medico, magari strizzacervelli, scarabocchierei sulla ricetta Daniel Pennac. In quantità industriali. E' potentissimo, una specie di Valium per le ansie d'amore e da lavoro. L'ho sperimentato di persona in questi ultimi giorni, aggrappato insieme a un'amica alla tetralogia scritta intorno a tal Benjamin Malaussène, parigino, di professione capro espiatorio, curiosamente intenti con la lettura a curare ciascuno le proprie ferite. Purtroppo, si legge come si sogna: soli. Ho divorato Pennac una prima volta anni fa, tanti, a giudicare da come è gialla la carta del Paradiso degli orchi (prima fantastica immersione), poco dopo l'uscita in Italia. E già da allora devo parecchio al professorino francese nato Pennacchioni, in quel di Casablanca, al seguito del padre militare di carriera.  Continua la lettura »

Il gomito del clikkista

La diagnosi è di Icchio, al compleanno di mia nipote, al Bowling di San Marino, sentenziata tra un tiro e l'altro di bigliardo: Epicondilite. Gli è bastato sentire quei due, tre sintomi – male al gomito, poi lungo il muscolo, fino al mignolino talvolta – sciorinati accanto a biglie e panno verde, dove ci eravamo rifugiati per evitare lo stridio dei cuccioli festanti e le ancor più micidiali chiacchiere delle madri, invariabilmente su malattie dei bambini, su scuola e abbigliamento, sempre dei bambini. Tra un tre sponde con bevuta e un birillo preso Icchio, che gioca bene anche a bigliardo, ha cominciato a tastarmi il gomito: “fa male qui?” Ahia, fa male si... “Epicondilite” ha sentenziato di nuovo, con voce grave, gettandomi addosso il suo sguardo più serio. “Stai attento, può diventare cronica”. Epiché?  Continua la lettura »

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