La lunga notte del dottor Galvan

Daniel Pennac, ansiolitico senza ricetta e senza controindicazioni

Se fossi un medico, magari strizzacervelli, scarabocchierei sulla ricetta Daniel Pennac. In quantità industriali. E' potentissimo, una specie di Valium per le ansie d'amore e da lavoro. L'ho sperimentato di persona in questi ultimi giorni, aggrappato insieme a un'amica alla tetralogia scritta intorno a tal Benjamin Malaussène, parigino, di professione capro espiatorio, curiosamente intenti con la lettura a curare ciascuno le proprie ferite. Purtroppo, si legge come si sogna: soli. Ho divorato Pennac una prima volta anni fa, tanti, a giudicare da come è gialla la carta del Paradiso degli orchi (prima fantastica immersione), poco dopo l'uscita in Italia. E già da allora devo parecchio al professorino francese nato Pennacchioni, in quel di Casablanca, al seguito del padre militare di carriera.  Continua la lettura »

Il gomito del clikkista

La diagnosi è di Icchio, al compleanno di mia nipote, al Bowling di San Marino, sentenziata tra un tiro e l'altro di bigliardo: Epicondilite. Gli è bastato sentire quei due, tre sintomi – male al gomito, poi lungo il muscolo, fino al mignolino talvolta – sciorinati accanto a biglie e panno verde, dove ci eravamo rifugiati per evitare lo stridio dei cuccioli festanti e le ancor più micidiali chiacchiere delle madri, invariabilmente su malattie dei bambini, su scuola e abbigliamento, sempre dei bambini. Tra un tre sponde con bevuta e un birillo preso Icchio, che gioca bene anche a bigliardo, ha cominciato a tastarmi il gomito: “fa male qui?” Ahia, fa male si... “Epicondilite” ha sentenziato di nuovo, con voce grave, gettandomi addosso il suo sguardo più serio. “Stai attento, può diventare cronica”. Epiché?  Continua la lettura »

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