Se fossi un medico, magari strizzacervelli, scarabocchierei sulla ricetta Daniel Pennac. In quantità industriali. E' potentissimo, una specie di Valium per le ansie d'amore e da lavoro. L'ho sperimentato di persona in questi ultimi giorni, aggrappato insieme a un'amica alla tetralogia scritta intorno a tal Benjamin Malaussène, parigino, di professione capro espiatorio, curiosamente intenti con la lettura a curare ciascuno le proprie ferite. Purtroppo, si legge come si sogna: soli. Ho divorato Pennac una prima volta anni fa, tanti, a giudicare da come è gialla la carta del Paradiso degli orchi (prima fantastica immersione), poco dopo l'uscita in Italia. E già da allora devo parecchio al professorino francese nato Pennacchioni, in quel di Casablanca, al seguito del padre militare di carriera. Continua la lettura »





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