La fata dentina

Elisabetta non ha un cognome, né un volto, come tutte le operatrici dei call center. Ha una voce e un ruolo, però: è la mia personal assistant della Tim per tutte le mie magagne e le mie informazioni. Ogni volta che digito 119, il circuito elettronico dell'etere dovrebbe dirottare la mia chiamata verso di lei, se non è impegnata, o a una fanciulla a lei attigua. Si è presentata qualche mattina fa, al cellulare, annunciando il nuovo servizio di assistenza che la Tim ha varato per i clienti particolari (i più spendaccioni, in pratica): lei stessa.

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Segnali

Sta per concludersi un ciclo, iniziato più o meno a Natale del 2000. Ero in ammollo, avevo rifiutato alcuni lavori anche interessanti, se guardati con l'occhio distaccato del professionista, ma proposti da persone con le quali mi riusciva difficile percorrere un pezzo di vita professionale. In fondo, se ti devi calare nei panni di un altro, scrivendogli alla bisogna, un qualcosa che ti spinge, dentro, lo devi avere. Alchimia, direi, lo senti e basta. E ti ci immergi, piano piano, oppure – splash – ti ci tuffi.

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Il gomito del clikkista

La diagnosi è di Icchio, al compleanno di mia nipote, al Bowling di San Marino, sentenziata tra un tiro e l'altro di bigliardo: Epicondilite. Gli è bastato sentire quei due, tre sintomi – male al gomito, poi lungo il muscolo, fino al mignolino talvolta – sciorinati accanto a biglie e panno verde, dove ci eravamo rifugiati per evitare lo stridio dei cuccioli festanti e le ancor più micidiali chiacchiere delle madri, invariabilmente su malattie dei bambini, su scuola e abbigliamento, sempre dei bambini. Tra un tre sponde con bevuta e un birillo preso Icchio, che gioca bene anche a bigliardo, ha cominciato a tastarmi il gomito: “fa male qui?” Ahia, fa male si... “Epicondilite” ha sentenziato di nuovo, con voce grave, gettandomi addosso il suo sguardo più serio. “Stai attento, può diventare cronica”. Epiché?

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Effetto notte

Serata trendy, quella di pochi giorni fa: sono andato a ballare al XXXX. In versione “ufficiale”: i pr, per una ricorrenza del locale, dovevano rimediare un po' di personaggi: politici, giornalisti... insomma, qualcosa che suona più o meno come le “categorie a rischio” di qualche anno fa. Gente che, per definizione, dovrebbe dare il tocco della mondanità, da piazzare ai tavoli come i pochi decori che connotano le serate a tema, sù, nell'olimpo del privée.

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Ciao Ciao 2005

Mollo qui il 2005, iniziato sonnacchioso e anche un po' indeciso per non dire altro, e finito come doveva finire: un bel divorzio di lavoro (con stile, che diamine, doveva finire così da tempo), la casa ormai operativa, nuove prospettive e poche righe per chi capita nel blog. Scritte, sono anche in questo in migrazione, con il mio nuovo GNU/Linux. Sì, anno nuovo vita nuova, se non in tutto, in molto, un 2006 partito già, con un po' di rincorsa e, nello stesso tempo, un po' d'affanno.

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