Partiti

Riprendo la mia strada

Si arriva a un punto - spesso - nel quale anche chi vive di parole, come me, deve guardare un po' più profondamente al loro significato. Chiedersi se veramente ciò al quale si lavora ci rappresenta, unisce i nostri desideri e aspirazioni alla realtà che ci circonda. In un mondo perfetto, tutto dovrebbe collimare. In un mondo che si vorrebbe perfetto ci possono essere sbavature lungo il cammino. Quando queste ultime diventano molte di più, o addirittura segnano l'imbocco di un'altra strada, diversa da quella che si desidera, più simile a quelle che non si sono volute prendere, beh, uno stop è necessario.  Continua la lettura »

The day after. Che poi è giusto l'inizio.

Non sono sconvolto. Non ho versato lacrime, né mi sono stracciato le vesti. Non sono terrorizzato, incazzato, e nemmeno deluso. E' andata così, molto, molto peggio di quel che avevo immaginato negli ultimi giorni, sicuro di una tonda vittoria sul filo di lana, che da "si può fare" si trasformava in un "ce l'abbiamo fatta". Non è successo. Anzi, non solo non abbiamo vinto, ma non si è avverato nulla di quel che mi sarebbe piaciuto avvenisse. La destra non si è mangiata i voti di An, la sinistra non ha avuto un suo risultato che dichiarasse a tutto tondo che il processo aggregativo era la loro strada, il nano paffuto non è stato sconfitto. Quindi, per la prossima volta, non chiedetemi, amici e conoscenti, pronostici: vi metterei su una falsa pista.

Ma non riesco a provare nessuna di queste sensazioni negative. Un vuoto sì, certo. Piuttosto sento solo la consapevolezza che devo aspettarmi, per i prossimi cinque anni, un cucchiaino di merda ogni giorno. Una curiosa medicina che abbiamo già ampiamente sperimentato. Ma evidentemente non è bastata.  Continua la lettura »

Come ho scoperto di essere un personaggio politico cittadino

Io non lo sapevo di essere un personaggio conosciuto, in città. Nel senso di personaggio politico. Me lo ha detto Mario, del Carlino, a modo suo. Oggi, siccome abbiamo diffuso i nomi dei segretari eletti nel circoli del Pd lo scorso fine settimana, i giornalisti stanno cercando qualcosa per rimpolpare una cronaca decisamente fredda. Capirai, un elenco di 42 persone in tutta la provincia... un po' di gossip ci vuole. Chi è stato eletto qui, chi è stato eletto là... "Chi è questo, Kikko? E quella? Da dove viene?" Parecchi nomi non li conosco... "E gli eletti alle assemblee comunale e provinciale?" Li stiamo raccogliendo, domani ve li diamo... Al che, Mario, che la politica la vuole sempre scrivere con un po' di ironia, passa al capitolo trombati. Massì, i politici di primo piano, come assessori, presidenti, o consiglieri comunali che non sono stati eletti nelle assemblee elettive, la comunale o la provinciale. E mi fa, a bruciapelo: "senti, ma ti posso mettere tra i trombati, visto che non sei stato eletto? Dai, sei uno conosciuto in città...". Non so se offendermi o stimarmi.

Domani sceglierò per il Partito Democratico: dubbi, paure e speranze di uno che crede nella politica non come appartenenza ma co

Domani vado ai seggi. Non solo a votare, come invito chiunque legga queste righe. Vado a fare lo scrutatore in piazza Cavour, a Rimini. Partecipo anche fisicamente a questa strana festa moderna che è la nascita del Partito Democratico. Per tanti motivi. Metterli in fila si farebbe prima, ma preferisco prendermi questo spazio per raccontare, un po' di getto e in modo partigiano – il mio – il senso di un'appartenenza che si stava sfilacciando, per colpa di dinamiche interne che poco hanno avuto a che fare con quello che credo debba essere la politica: partecipazione. Il Pd è un'occasione per riannodare questi fili. Non di colpo, non lo credo, non sono tanto sprovveduto: idealista sì, del tutto patacca no. Ma credo sia un primo passo, coraggioso, anche se venato da qualche indecisione. Le liste bloccate, ad esempio, una occasione sprecata per vagliare chi ha davvero un seguito e chi invece è un quaquaraquà abile a trafficare nei segreti meccanismi di un partito, ma del tutto povero di capacità e seguito sociale.  Continua la lettura »

Le prime parole del mio server sono Partito Democratico. Le mie arriveranno dopo.

La solita lotta contro il tempo mi ha portato a dare alla luce del web un nuovo sito: www.lanuovastagionerimini.net. Politica, as usual, questa volta dedicata alla campagna elettorale di Rimini (collegi Nord e Sud) delle liste che sostengono Walter Veltroni e Salvatore Caronna nella loro corsa a segretari nazionale e regionale del Partito Democratico. Ma non cliccate via, non ne parlo per fare propaganda sul blog, non diretta almeno (magari, se volete dare un'occhiata al sito e commentarlo qua sotto, mi fate un favore, ovvio). Più che del mio appoggio a Veltroni e Caronna, mi va di parlare della cucina (intelligenza mi sembra troppo) che c'è dietro a questo nuovo strumento di comunicazione, ai segnali – o alle conferme?! - che nella genesi di questo spazio a tempo ridotto – il 14 ottobre si vota – ho voluto dare al Pd riminese. E a me.  Continua la lettura »

Una cartolina da Winston Smith (ma potremmo spedirla anche noi, a pensarci bene)

To the future o to the past, to a time when thought is free, when men are different from one another and do not live alone

to a time when truth exist and what is done cannot be undone:

from the age of uniformity, from the age of solitude, from the age of Big Brother, from the age of doublethink

greetings!

Tratto dal diario di Winston Smith - 1984, George Orwell, che sto rileggendo - con fatica - in questi giorni.

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