Sinistra

«Ci siamo»: l'Unità (ci e mi) regala qualche ragionevole motivo di orgoglio

Oggi è uscita la nuova "L'Unità". Il titolo principale è "Ci siamo". Parla della manifestazione del Pd a Roma, ma non io l'ho letto così. L'ho letto come dichiarazione del giornale, uscito con un nuovo formato, una nuova veste grafica e, sfogliandolo, con un nuovo spirito. Quel "Ci siamo" mi ha emozionato, perché mi comprendeva: pagine 44 e 45, l'intervista a Miguel Benasayag , la prima cosa che sono andato cercare. Un po' infantile, lo so. Ma sapevo del lavorio intorno alla nuova edizione, che sarebbe uscito il 25 ottobre, avevo quindi questa duplice attesa, che covava sotto la rilassatezza che accompagna i lavori fatti e spediti, e quindi archiviati nel passato, ormai inesistenti all'oggi e al domani.  Continua la lettura »

The day after. Che poi è giusto l'inizio.

Non sono sconvolto. Non ho versato lacrime, né mi sono stracciato le vesti. Non sono terrorizzato, incazzato, e nemmeno deluso. E' andata così, molto, molto peggio di quel che avevo immaginato negli ultimi giorni, sicuro di una tonda vittoria sul filo di lana, che da "si può fare" si trasformava in un "ce l'abbiamo fatta". Non è successo. Anzi, non solo non abbiamo vinto, ma non si è avverato nulla di quel che mi sarebbe piaciuto avvenisse. La destra non si è mangiata i voti di An, la sinistra non ha avuto un suo risultato che dichiarasse a tutto tondo che il processo aggregativo era la loro strada, il nano paffuto non è stato sconfitto. Quindi, per la prossima volta, non chiedetemi, amici e conoscenti, pronostici: vi metterei su una falsa pista.

Ma non riesco a provare nessuna di queste sensazioni negative. Un vuoto sì, certo. Piuttosto sento solo la consapevolezza che devo aspettarmi, per i prossimi cinque anni, un cucchiaino di merda ogni giorno. Una curiosa medicina che abbiamo già ampiamente sperimentato. Ma evidentemente non è bastata.  Continua la lettura »

Il primo voto su Kilombo: meta - sinistra, meta - aggregatori e meta – scelte. Consapevoli. (Se non avete capito il titolo, figu

Dunque, c'è un aggregatore delle sinistre, Kilombo, che sembra davvero un aggregatore delle sinistre: litigano. Un casino. Se ne dicono quanto i cani. Non ho capito molto il perché, ma ormai sono alla rissa. E, si sa, in mezzo agli schiaffoni, va a capire chi ha dato il primo o il secondo: sono tutti gonfi e tumefatti. Anzi, ad andarci in mezzo, rischi di prenderne pure tu. Ma provo a capirci qualcosa. Non è per farmi gli schiaffoni degli altri (e magari prenderli). E' solo perché – come ogni iscritto – dovrei partecipare a un paio di votazioni democratiche, da qui a qualche giorno. La prima è votare pro o contro l'espulsione da Kilombo di karletto marx, reo di aver fatto qualcosa che non ho capito bene, a parte un po' di insulti. L'altra, tra qualche giorno, per eleggere il comitato di redazione. E tra i temi elettorali dei candidati ci sono pure quelli della Censura e dell'espulsione di karletto marx.  Continua la lettura »

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