Delle scoperte meccaniche nella maturità. E del rimpianto, of course.

Citroën 11 B Traction ne La prima notte di quiete, di Valerio Zurlini

Scopri di non avere più vent'anni quando la batteria della macchina si scarica. E la macchina NON ha la manovella per rimetterla in moto, come invece la Dyane. E non è nemmeno leggera come le vecchie Citroen che tanto hai amato, per cui guardi l'immobile tonnellata di metallo, gomma e vetri e rimembri sconsolato, quando spingevi le prozie di lamiera, saltavi su al volo, infilavi la seconda e davi gas per ripartire. Tutto da solo. E non puoi nemmeno incazzarti. Perché sei tu lo stronzo che ha lasciato le luci accese due giorni prima.

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L'Unità: 90 anni e sentirli tutti. Orgogliosamente.

La prima pagina de L'Unità, 12 febbraio 1924

Tanti auguri, cara Unità. E tanti grazie, per quel che mi hai dato in questi anni: l'orgoglio di vedere la mia firma – ogni tanto, è vero, non sono un giornalista molto prolifico – comparire sulle tue pagine. E per esserci stata nei momenti più importanti. So bene che il tuo valore ha ben altra portata e impatto nella nostra storia. Firma più blasonate lo stanno raccontando ovunque.

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Non è mai troppo tardi (per imparare)

Lo scrivano, Carlo Naya

Stanco di annose discussioni senza capo ne coda sui fatti quotidiani politici e non, ho deciso di fare un regalo agli amici (di destra): gli ho confezionato un corso di comunicazione. Un regalo interessato, fatto per limitare il proliferare di condivisioni di blog di emeriti signor nessuno o discussioni sul sesso degli angeli, mentre si parla di diavoli. Cose semplici, per avvicinarli alla complessità della comunicazione attuale: come si scrive un articolo, come si gestisce un sito, blog, i motori di ricerca questi sconosciuti, Facebook, LinkedIn e via discorrendo.

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Emma Petitti, con Tiziano Arlotti, rispondono con un'interrogazione parlamentare alla mia lettera aperta sui lavoratori stranieri. Grazie.

Proclamazione della Repubblica Italiana, archivio fotografico della Camera dei Deputati

La deputata riminese Emma Petitti, coinvolgendo il collega Tiziano Arlotti, ha risposto alla mia lettera aperta sui colleghi di lavoro stranieri che, perdendo il posto, potrebbero perdere, con i loro cari, i diritti al soggiorno. Maggiori dettagli li trovate in questo post. Per ora la risposta è un'interrogazione che verrà depositata alla Camera. Se poi si evolverà in normativa, beh, credo che civilmente sarà una cosa bella. Nata, peraltro, su un blog. Vi lascio al comunicato di Emma.

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Dei lavoratori e dei clandestini: lettera aperta ai parlamentari Emma Petitti e Tiziano Arlotti

Emigranti arrivati a Ellis Island, New York

Cari Emma e Tiziano,

come forse avrete appreso da Fb o dai giornali, io e altre 14 persone potremmo usufruire, forse per tre mesi, della cassa integrazione. Come del resto sta accadendo a migliaia di altre persone. Vorrei però sollecitare il vostro interesse su un dettaglio secondo me di non poco conto. Inizialmente l'azienda voleva licenziarci. E questo avrebbe messo alcuni di noi, stranieri, nella scomoda condizione di perdere il permesso di soggiorno. Ovvero diventare clandestini.

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