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Note sparse su fatti, fatterelli e persone

Lettori e statistiche, come aumentare i visitatori ed essere considerati un fallimento

La Casa di Kikko ha aperto la sua porta digitale al decimillesimo ospite ieri sera, mentre cenavo su skype con un'amica – collega (anche un po' musa, vi dirò). Denghiu visitors: quattro mesi fa eravate 5 mila, o siete in molti a fumarvi l'impossibile oppure qualcosina di buono in 'sta traccia nel web si riesce a capare. Ma, a parte i dovuti ringraziamenti – beh, se non ci siete voi io non esito, sia chiaro: non credo nella scrittura che celebra sé stessa o nello “scrivere per me”: cos'è scrivere, una pratica onanistica!?

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Franco Pozzi all'Assenzio: io ci vado

Franco Pozzi espone all'Assenzio, un localino di Rimini fuori dai giri modaioli che, da alcuni mesi, propone cultura locale e non, sotto forma di mostre, reading di poesia e di letteratura, musica dal vivo. Amico di vecchia data, con Franco ho fatto un libretto d'arte per i tipi di Walter Raffaelli. Ma ormai posso parlare di Pleistocene.

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Buon San Valentino

San Valentino è una sfiga. Se hai la morosa oppure se non ce l'hai, comunque è una sfiga. A cominciare dal tam tam mediatico che lo preannuncia, che uccide ogni romanticismo. Altro che i baci perugina, con quella coppia d'altro secolo abbozzata in un cielo azzurro, preludio zuccheroso al bigliettino in cinque lingue e alle noccioline affogate nella dolcezza. Ora siamo nell'epoca del Viagra, si salta il cioccolatino, la cenetta, si passa direttamente al dessert, abbondantemente proposto dalle immagini ammiccanti sbalzate dal chiuso (?!) dei negozi di intimo nei bulbi oculari.

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Pagina bianca

Aveva aperto un blog terapeutico: questo mi aveva colpito di lui, "beccandolo" sul web: aveva usato i miei stessi termini, blog terapeutico, ma per una situazione decisamente più critica. Non ci andavo spesso, leggere le sue storie era difficile, non per un fatto letterario, ma per quello che ci metteva dentro: sé stesso. Un cuore a pezzi, disilluso, sfasciato da una storia che aveva perso il proprio capo senza una ragione plausibile e che ora aveva solo una coda, drammatica: ricostruire una vita a partire da tutto, ma senza l'organo che l'alimenta.

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Flash mob a Manhattan? Macché, solo follia collettiva

L'altro ieri, cabotando su Internet, ho scoperto - grandemente in ritardo come al solito - il Flash mob, ovvero "un assembramento irrazionale di una moltitudine di persone col solo scopo di partecipare a qualcosa di assolutamente inusuale, in un luogo pubblico per un determinato periodo di tempo" - sempre poco "per poi disperdersi senza lasciare traccia". E' la definizione di Wikipedia.

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