Laboratorio Paz

Guru, intellettuali, Paz e cronaca cittadina. Tutto in un calderone.

Occazzo, adesso sono un "guru" del Pd, finito nel calderone "degli intellettuali di riferimento" del Comune. Devo dire che la stampa locale non mi lesina soddisfazioni, ultimamente. A partire dal "trombato di lusso" che mi ha simpaticamente appioppato il buon Mario, quando è nato il Pd a Rimini. Questa volta le soddisfazioni me le da il titolista della Voce di Rimini e il buon Paolo Facciotto, con il quale qualche anno fa ho collaborato, io all'Ufficio Stampa del Comune - ultimo anno legislatura Chicchi - lui a Rimini Turismo. Poi io mi sono messo a fare lo zingaro della comunicazione e lui è passato alla Voce. Sic transit gloria mundi.

Oggi, dalle colonne del suo giornale, ha dedicato un articolo alla lettera aperta "sul Paz. E non solo." , che ho firmato con un altro po' di persone. Intanto, grazie dell'attenzione. L'articolo, tratto dalla rassegna stampa della Provincia, lo trovate allegato in pdf.  Continua la lettura »

Cultura, saperi, spazi e libertà: lettera aperta alla città per il Laboratorio Paz. E non solo.

Cara Rimini,

la chiusura del Laboratorio Paz, per la seconda volta, rappresenta una perdita per il tessuto culturale cittadino. Nella prima esperienza, il Laboratorio Paz ha utilizzato una scuola disabitata, espulsa dalla produzione di saperi, restituendola alla vita culturale con strumenti e metodi diversi dai consueti, ma non per questo con inferiore dignità. Ciononostante, l'Amministrazione comunale ha preferito interrompere, con una scelta discutibile e miope, questo esperimento urbano di socializzazione, impoverendo il tessuto creativo della città e riportando quel luogo nello stato di abbandono in cui si trovava. Una scelta politica che ha schiuso gli eventi che si sono susseguiti.

Questa volta la chiusura del Laboratorio Paz impiantato nell'ex stabilimento Granarolo, è ancora più grave, per un duplice motivo:

perché l'esperimento è stato portato su temi che interrogano la nostra stessa cittadinanza, con sempre più pressante esigenza ma senza risposte esaustive: il lavoro, il riutilizzo degli spazi urbani in una chiave armonica e rispettosa dell'ambiente, il contrasto alla speculazione edilizia, la necessità di socializzazione nelle aree periferiche di Rimini. E, quindi, ha rivelato l'urgenza, la necessità e i limiti amministrativi di trovare nuove e più esaurienti risposte a questi temi;

perché i promotori del Laboratorio, pur elaborando temi e proposte culturali e politiche non violente, socializzanti, aperte alle collaborazioni, sono stati colpiti da provvedimenti di ordine pubblico eccessivi. Sono stati trattati come soggetti pericolosi per l'ordine pubblico. Noi rigettiamo questo status para-terroristico, critichiamo i provvedimenti presi nei loro confronti, rimettendo al centro dell'attenzione della cittadinanza la valenza culturale delle loro proposte, la volontà di promuovere nuove formule sociali, il dinamismo, lo sforzo di coinvolgimento degli attori impegnati in una crescita culturale e sociale cittadina, il valore democratico del loro agire.  Continua la lettura »

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