Iraq

Bring the boys back home: l'11/9 l'ho passato sul sito di Doonesbury

doonesbury_allUndici settembre. Questo anniversario lo passo a leggere il sito di Doonesbury, la striscia disegnata da G. B. Trudeau che da 35 anni accompagna la vita americana, raccontando dal campus in poi un nugolo di personaggi a zonzo nella società: scuola, mass - media, politica, religione, cazzeggi, Cia. Per colmare un blackout di lettura di anni – la leggevo da ragazzino sui Linus che trovavo a casa – ho comprato un volume, “Bel lavoro, George”, dove Trudeau racconta con ironia la politica Usa in questa guerra, ovviamente da liberal, contrario. Nel libro trovate questa frase: “Enzo Baldoni, il traduttore storico di Doonesbury rapito e ucciso in Iraq nell'estate del 2004, ha definito questa striscia "la più complessa, arzigogolata, intricata soap opera mai fumettata. Ma anche la più intrisa di umana pietà, di sensibilità, di passione civile". Credo sia una buona definizione, più chiara ed efficace di quanto ho scritto e scriverò.  Continua la lettura »

Bush alle Termopili: 300, la politica estera americana al cinema

Bush come Leonida, gli Usa come i guerrieri spartani, baluardo della cultura occidentale contro le orde dei persiani, colorite, debosciate e poco guerresche, fermate in un bagno di sangue. Potrebbe essere questo il breve riassunto di 300, il film splatter sulla battaglia delle Termopili che ho avuto la sventura di vedere pochi giorni fa. Una ricostruzione storica decisamente virata verso la contemporaneità, e nemmeno troppo fedele, stando un po' ai ricordi scolastici e un bel po' alla consulenza della mia storiografa di riferimento: Galatea. Insomma, 300 è un pacco galattico, che strizza poco gli occhietti ai fatti e molto invece alla suggestione delle immagini, con qualche chicca decisamente incredibile, il tutto a tinte fosche. Una stupida esaltazione di Sparta la guerriera, raccontata a partire dalla selezione dei suoi cittadini gettando i neonati inadatti al mestiere delle armi dalla rupe – un modello usato poi dai nazisti, tanto per restare in tema con la storia, con mezzi più moderni ma non meno abominevoli – e il training guerriero che nel film viene mostrato come superiore. Le analogie tra la missione statunitense e quella dei 300 non partono da qui, no, ma si svelano nella narrazione, che richiama alla politica contemporanea più che agli eventi.  Continua la lettura »

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