Caro Presidente Vitali,
non siamo qui… a scrivere il galateo, ma permettimi di esprimere le perplessità che, in tutta franchezza, la tua convocazione, mi suscita.
Rassicuro sul mio orgoglio: sta benissimo; qui non si tratta di me, o di protagonismi singoli: parliamo di politica, del nostro dovere e di soluzioni ai problemi delle persone.
E’ sempre stata tra le tue facoltà quella di convocare un tavolo istituzionale per chiedere l’impegno di tutti, che ho anche sollecitato personalmente più volte; mi colpisce quindi che tu l’abbia esercitata solo ora e con questa modalità.
Mi viene da chiedere, volendo realizzare un tavolo il più possibile inclusivo, se non fosse però praticabile la possibilità di presentare un documento aperto alle proposte e alla firma, invece che un documento chiuso e già sottoscritto.
E come mai tanti esclusi: tutti dalla fase preparatoria, molti dalla convocazione. Perché non chiedere a tutti di fare parte di questo percorso? Lasciando liberi di aderire o meno. A cominciare dal Senatore Zavoli, l’Assessore Melucci, i segretari dei partiti e i capigruppo in Consiglio dell’Udc, i Verdi, l’Italia dei valori, i Comunisti italiani, che, tra l’altro, fanno parte della maggioranza grazie alla quale puoi sedere alla presidenza della provincia; le altre forze politiche, che non ti sostengono, ma che possono essere interessate ad un patto straordinario. Non si ha traccia delle parti sociali.
Mi viene inoltre da chiedere se l’invito rivolto ai segretari dei due partiti a cui riservi onore e onere di farsi carico della crisi, non rischi di confondere la natura istituzionale della convocazione con una concertazione politica, che avrebbe tenore e portata del tutto diversa.
E’ del tutto condivisibile che si cerchino tutte le strade efficaci per uscire dalla crisi. E ci sono sempre stata perché siamo in una fase in cui il Paese e il territorio chiedono risposte. Attenti però a non compromettere proprio l’operatività del tavolo, perché resta differenza fra soluzioni inedite e soluzioni confuse. E la partenza di questa iniziativa, che non chiarisce chi c’è e perché, chi non c’è e perché, espone al rischio di divenire fonte di divisione invece che di allargamento delle responsabilità.
E guarda bene, ci tengo a ribadirlo, che non sono settaria, faziosa né allergica a guadare oltre gli steccati tradizionali: l’ho dimostrato in diverse occasioni; ulteriore prova ne sia la partecipazione attiva ai lavori dell’Integruppo parlamentare, di cui fanno parte da Bersani a Lupi, da Letta a Realacci, che è un esempio di come ci si possa confrontare sui valori più alti dell’impegno politico e cercare le convergenze possibili; anche a Rimini, prossimamente, avremo un incontro di due figure di primo piano di questo tavolo.
Ci aspettano molte sfide, per cambiare in Italia ciò che attende da troppo tempo un cambiamento vero. Anche negli assetti istituzionali: proprio oggi in Commissione Affari costituzionali comincia il dibattito sul futuro delle province: un dibattito aperto, senza esiti scontati. Per il quale l’apporto delle province stesse è fondamentale, per salvaguardare ciò che tutti siamo chiamati a mettere al primo posto: l’interesse dei cittadini.
Per rispondere a questo compito, ciascuno di noi è chiamato a fare al meglio la propria parte. A mio parere, il più possibile lontano dalle prove di forza, e dai protagonismi che allontanano le persone dalla politica una volta di più.
Caro Presidente,
ti ho espresso le mie perplessità. Ma nessuno ha l’appalto delle scelte giuste, e siccome sono stata votata dalle persone per anteporre ciò che è importante a tutto il resto, se il Presidente della mia provincia, il presidente che fa parte del mio partito, mi convoca per rispondere alla crisi, non posso mancare. Porto con me tutti i dubbi che ti ho esposto, e che esporrò domani, chiedendo di modificare l’elenco degli ammessi e l’agenda. Ma sarò al mio posto, per verificare se al di là di tutto, resti la possibilità di trovare spazi per fare qualcosa di buono per i nostri cittadini con l’impegno di ciascuno.
Elisa Marchioni
Franchigia, votata la fiducia al Governo sul decreto Milleproroghe, con 469 voti a favore, 74 contrari e 5 astensioni. Nel pomeriggio si votano gli ordini del giorno collegati al decreto. «La proroga della franchigia per il 2012 è quindi al sicuro nel testo del decreto, fissata a 6700 euro – dice la deputata riminese Elisa Marchioni – l’abbiamo difesa fino all’ultimo. E martedì prossimo, dopo il voto definitivo sul provvedimento, il decreto passerà al Senato per l’approvazione definitiva».
Calendarizzata in commissione Attività produttive la proposta di legge sui Buoni Vacanza, presentata dalla deputata riminese Elisa Marchioni. Parte così da mercoledì prossimo l’iter parlamentare per approvare la proposta che punta a modificare radicalmente l’attuale sistema dei buoni – vacanza «per rilanciarne l’efficacia: non più un sussidio per famiglie in difficoltà ma un vero e proprio “volano” per incrementare il settore turistico e agevolare chi lavora a trascorrere il proprio tempo libero nelle nostre bellissime località turistiche», spiega Elisa Marchioni, referente alla Camera per il settore Turismo del gruppo Pd. «Oggi abbiamo cominciato l’iter della legge che modifica l’Enit, trasformandolo in Spa a prevalenza di capitale pubblico. Sono già state richieste le audizioni preparatorie, con Enit e ministro dello Sviluppo economico. L’obiettivo è di consolidare l’Enit, che è una risorsa strategica per il turismo nazionale, per farne un ente di riferimento più efficiente, agile e capace di portare il marchio Italia fino alle nuove destinazioni, da cui ci aspettiamo molto».
La proposta di legge sui buoni vacanza è stata sottoposta recentemente ad un confronto con le realtà che si occupano di turismo sociale: Fitus (federazione del turismo sociale), la società che eroga attualmente i buoni vacanza, e con le categorie economiche. «Come Partito democratico crediamo importante sostenere la domanda delle famiglie, e questo provvedimento va in questa direzione. – continua Elisa Marchioni – E spero che possa essere approvato: hanno infatti aderito tutti i gruppi tranne la Lega».
«La proposta di legge trae ispirazione dal modello francese – spiega la deputata riminese – dove i buoni vacanza sono in funzione dal 1985: il meccanismo è molto simile ai buoni pasto, i buoni vacanza sono benefit, incentivi per i lavoratori previsti per contratto, convenienti perché detassati. Mentre in Italia finora hanno usufruito dei buoni circa 7mila famiglie per circa 5 milioni di euro al massimo all’anno, in Francia ogni anno vengono erogati buoni per un miliardo e 400 milioni di euro, a tutto vantaggio dei lavoratori e del mercato del turismo. Con vantaggio per le famiglie, e la loro qualità di vita; e anche per il turismo, che beneficerà di maggiori flussi di visitatori. Senza contare che si potrebbe allargare il mercato consentendo di spendere in Italia anche i buoni vacanza francesi e svizzeri».
«Siamo ormai lontani dagli anni ’60, quando il boom economico generò il turismo di massa: un nuovo benessere diffuso tra milioni di lavoratori, unito alle loro esigenze di migliorare la qualità della vita, si incontrarono con l’inventiva di un tessuto di imprenditori sulle coste, quella riminese in primis. Ora ci troviamo di fronte ad una crisi che colpisce il settore e sta alla politica implementare nuove forme di rilancio, anche ispirandosi ad esperienze estere consolidate. – dice la deputata riminese – In Francia si calcola che per ogni euro di buono vacanza, vengano spesi due euro e mezzo, e quanto non viene incassato dallo stato in tasse sui buoni vacanze viene facilmente recuperato tramite l’Iva».
Al termine di una trattativa tra i parlamentari e il Governo, che aveva espresso parere contrario alla proroga della franchigia per il 2012 per i lavoratori frontalieri, la mediazione cui le parti sono giunte è quella di prorogare la franchigia per il lavoratori frontalieri per un anno, fissandola a 6700 euro. Sono state ore convulse a Montecitorio, dove si discutevano gli emendamenti al decreto Milleproroghe, e tra questi gli emendamenti siglati dai parlamentari Vannucci, Pizzolante e Marchioni insieme ai colleghi liguri e lombardi per i lavoratori italiani che lavorano nelle nazioni confinanti, San Marino, Francia, e Svizzera. E se ieri sera le commissioni I e V della Camera dei deputati li hanno approvati, nonostante il parere negativo del Governo, oggi l’Esecutivo ha chiesto di riaprire la trattativa, forte del parere negativo della Ragioneria dello Stato, e prospettando un parere negativo in Aula.
Invece, la trattativa tra Parlamento e Governo si è risolta in maniera positiva: ci sarà la proroga della Franchigia, per un anno, a 6700 euro. «Siamo riusciti a prorogare la franchigia nonostante ci fosse il rischio reale che il Governo la cancellasse del tutto – commentano i deputati Massimo Vannucci, Sergio Pizzolante ed Elisa Marchioni – abbiamo condotto la trattativa con un interlocutore contrario al provvedimento, forte anche del parere della Ragioneria dello Stato, ed in una fase dei così critica per i conti dello Stato. Proprio per la situazione economica e di tagli in cui ci troviamo, possiamo parlare di un successo, raggiunto con il lavoro condiviso e trasversale di tutti al di là degli schieramenti. E’ un risultato che va letto nel contesto di questo momento economico, di cui tutti siamo consapevoli; è la consapevolezza, che ci fa dire che 6.700 euro di franchigia per un anno, a fronte del rischio di vedere azzerata la franchigia, sono un buon risultato».
Approvata all’unanimità dalla Camera la proposta di legge che sposta al Tribunale di Rimini le competenze sui sette comuni della Valmarecchia. Con 482 sì, la proposta «Modifiche ai tribunali di Pesaro e di Rimini» è approvata e ora torna al Senato per la terza e definitiva lettura. Durante la discussione ha preso la parola la deputata riminese Elisa Marchioni dicendo che è «un tassello importante, un passo doveroso che va a completare il passaggio dei sette comuni in tutti i suoi aspetti. E che, ricordiamo in estrema sintesi, risponde al passaggio di Regione che questo Parlamento ha riconosciuto per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, a seguito del referendum che aveva indicato in modo oltremodo chiaro la volontà popolare, a norma della Costituzione».
«La legge che approveremo – ha detto Elisa Marchioni in Aula – è auspicata per porre fine a tutti i disagi di dover fare riferimento amministrativo a Rimini e giudiziario a Pesaro. Un percorso attivato in dieci mesi al Senato e in dieci mesi alla Camera, che speriamo venga approvata definitivamente in terza lettura al Senato in modo estremamente rapido per dare immediata operatività al provvedimento e il miglior servizio per chi opera nella giustizia e per i cittadini, che presto non dovranno più andare per alcune servizi a Rimini e per altri a Pesaro».
«Come ha ricordato il relatore della legge – aggiunge Elisa Marchioni – l’esclusione di Montecopiolo da questa legge non compromette un eventuale passaggio futuro in Emilia Romagna e non comporta esiti sulle scelte amministrative. E’ stata una scelta meramente tecnica».
L’emendamento al decreto ‘Milleproroghe’ firmato da Elisa Marchioni, parlamentare del Pd, per la proroga della franchigia di 8mila euro per i lavoratori italiani che lavorano a San Marino, è stato presentato alla Camera, firmato anche dal collega riminese Sergio Pizzolante e dai deputati delle zone liguri e lombarde interessate dal medesimo problema. Anche Pizzolante ha presentato un emendamento, ugualmente firmato dall’on Marchioni: «Abbiamo cercato di segnalare una volontà trasversale all’interno della maggioranza in Parlamento di risolvere il problema della proroga della franchigia per tutti i lavoratori frontalieri, e che solo nelle nostre zone interessa oltre 6000 italiani che lavorano sul Titano».
L’on Elisa Marchioni ha firmato un emendamento del collega Zeller al decreto “MIlleproroghe” che chiede norme burocratiche semplificate per l’applicazione della normativa antincendio negli hotel che hanno meno di 50 posti letto. Domani siglerà anche i diversi emendamenti presentati per i contributi all’editoria per i giornali.
Le « Modifiche dei circondari dei tribunali di Pesaro e di Rimini – proposta di legge n. 4130» già approvata al Senato sarà in discussione lunedì 16 e al voto martedì 17 gennaio nell’Aula di Montecitorio. Quindi è ragionevole pensare che sarà approvata entro la settimana prossima, anche se poi dovrà tornare al Senato per una rapida, auspico, terza lettura. Un iter che mette a posto un tassello importante, e che ci concede il tempo di lavorare per scongiurare il rischio della chiusura dell’ufficio del Giudice di pace di Novafeltria e il trasferimento a Pesaro. Obiettivo per il quale do la mia piena disponibilità a collaborare.
Camera e Senato distano solo pochi isolati, ma talvolta sembrano molti di più; dopo il passaggio dei comuni della Valmarecchia alla provincia di Rimini, appoggiato da tutti i parlamentari in modo condiviso, il suo compimento amministrativo continua a richiedere unità di intenti, tempestività e coordinamento, per affrontare rapidamente tutte le questioni, con successo.
Può un paese essere ammalato di nostalgia? Sì, se quel paese si chiama Predappio. Ma non è il "desiderio struggente di un ritorno" che ci raccontano i dizionari: sono le macchiette che inchiodano la città ad una data, una nascita, un mito artificiale alimentato dalla macchina propagandistica del ventennio, diventate grottesco merchandising nei tre - negozi - tre di souvenir fascisti, il primo dei quali da il benvenuto entrati in paese. Un legame che nega a Predappio qualcosa di più dell'essere la città natale di Benito Mussolini. O anche di meno: magari solo un tranquillo, piccolo borgo appenninico. Ci stanno provando, i predappiesi, ad essere "Città del Novecento". Di TUTTO il novecento. Ma «siamo legati indissolubilmente al nome di Mussolini, negarlo non si può - dice il sindaco Giorgio Frassineti - cosa dobbiamo fare, nasconderci?»
Non si può. «Quando andiamo in Sicilia e diciamo di dove siamo ci guardano con due occhi così», racconta Frassineti, con una veemenza e un'ironia che lo fa assomigliare all'assessore Cangini di Paolo Cevoli. Per non parlare del maestro di sci altoatesino: «saputo da dove venivo si è arrabbiato ed è andato via senza neanche salutare! Ma sarà colpa nostra se Mussolini è nato qui?!» Non va meglio con quelli «che si appuntano la medaglietta di antifascisti al petto. In 250 mi hanno attaccato alla Casa Artusi, quando hanno organizzato "A cena col Duce". Anche questi sono nemici di Predappio, sono l'ignoranza, i pregiudizi, padre Tam: sono quelli che vengono qui a prendere e basta. Predappio è sfruttata, anche dai negozi. Cosa c'entriamo noi con i tanga "boia chi molla"? E' questo che ci rappresenta? Io penso a Predappio invece come alle città sottili di Italo Calvino: "è inutile stabilire se sia da classificare tra le città felici o infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare forma ai loro desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare le città o ne sono cancellati". Predappio è come Zenobia». Continua la lettura »
«Una testimonianza del percorso politico che ha preparato in qualche modo l’attuale situazione di governo», e anche «una raccolta parziale ma utile per sintetizzare una parte del lavoro di parlamentare svolto» e infine, un modo per rendere conto dell’attività svolta «tutto ciò che è nato dall’ascolto di chi vive nel territorio e che ho portato a Roma, alla Camera dei deputati o nel confronto con il Governo». Ha molte sfaccettature il volume “I miei primi 40 mesi” di Elisa Marchioni, (scarica il pdf del libro) che raccoglie la sua attività parlamentare dall’elezione nelle liste del Partito Democratico, nell’aprile 2008 ad oggi. Duecento otto pagine che raccolgono, a cura del giornalista Enrico Rotelli, «I progetti di legge presentati, i progetti di legge cofirmati, le interpellanze, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli interventi significativi alla Camera dei Deputati durante la prima metà della XVI Legislatura».
Lo ha presentato all’indomani del voto della manovra del governo Monti, «uno scenario che era fantascienza ipotizzare nel 2008 – ha detto Elisa Marchioni – quando mi sono trovata, dall’opposizione, di fronte alla la più grande maggioranza mai uscita dalle urne italiane, una maggioranza mai così numerosa dal dopoguerra. Una raccolta che è un racconto parziale, perché mancano la politica gli incontri, le persone, l’attività di partito, le assemblee i circoli… ma utile – dice Elisa Marchioni a proposito del volume – perché spiega almeno parte del percorso politico. E’ una raccolta di atti: le leggi presentate, tutte, con lo spirito però «di presentare quelle effettivamente che potenzialmente possano essere approvate». Approvata è stata infatti la legge sottoscritta con altri colleghi, per il passaggio dei 7 comuni dell’Alta Valmarecchia in Emilia Romagna. Tra le proposte presentate, ricorda «la legge sui buoni vacanza, uno strumento che in Francia movimenta un miliardo 600 milioni di euro con un meccanismo di benefit che usano le aziende, simile ai buoni pasto, mentre da noi sono uno strumento da appena 5 milioni euro erogato come sussidio. O la riformulazione dell’Enit, un «ente importante ma che non fa nulla e sul quale abbiamo chiesto una commissione d’indagine per come è stata gestita negli ultimi due anni e sulle assunzioni che sono state fatte». Oppure sulla valorizzazione delle banche del tempo, «una realtà di volontariato nata e radicata nel nostro territorio ma presente a macchia di leopardo in tutta Italia». Continua la lettura »
«Una testimonianza del percorso politico che ha preparato in qualche modo l’attuale situazione di governo», e anche «una raccolta parziale ma utile per sintetizzare una parte del lavoro di parlamentare svolto» e infine, un modo per rendere conto dell’attività svolta «tutto ciò che è nato dall’ascolto di chi vive nel territorio e che ho portato a Roma, alla Camera dei deputati o nel confronto con il Governo». Ha molte sfaccettature il volume “I miei primi 40 mesi” di Elisa Marchioni, (scarica il pdf del libro) che raccoglie la sua attività parlamentare dall’elezione nelle liste del Partito Democratico, nell’aprile 2008 ad oggi. Duecento otto pagine che raccolgono, a cura del giornalista Enrico Rotelli, «I progetti di legge presentati, i progetti di legge cofirmati, le interpellanze, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli interventi significativi alla Camera dei Deputati durante la prima metà della XVI Legislatura».
Lo ha presentato all’indomani del voto della manovra del governo Monti, «uno scenario che era fantascienza ipotizzare nel 2008 – ha detto Elisa Marchioni – quando mi sono trovata, dall’opposizione, di fronte alla la più grande maggioranza mai uscita dalle urne italiane, una maggioranza mai così numerosa dal dopoguerra. Una raccolta che è un racconto parziale, perché mancano la politica gli incontri, le persone, l’attività di partito, le assemblee i circoli… ma utile – dice Elisa Marchioni a proposito del volume – perché spiega almeno parte del percorso politico. E’ una raccolta di atti: le leggi presentate, tutte, con lo spirito però «di presentare quelle effettivamente che potenzialmente possano essere approvate». Approvata è stata infatti la legge sottoscritta con altri colleghi, per il passaggio dei 7 comuni dell’Alta Valmarecchia in Emilia Romagna. Tra le proposte presentate, ricorda «la legge sui buoni vacanza, uno strumento che in Francia movimenta un miliardo 600 milioni di euro con un meccanismo di benefit che usano le aziende, simile ai buoni pasto, mentre da noi sono uno strumento da appena 5 milioni euro erogato come sussidio. O la riformulazione dell’Enit, un «ente importante ma che non fa nulla e sul quale abbiamo chiesto una commissione d’indagine per come è stata gestita negli ultimi due anni e sulle assunzioni che sono state fatte». Oppure sulla valorizzazione delle banche del tempo, «una realtà di volontariato nata e radicata nel nostro territorio ma presente a macchia di leopardo in tutta Italia».
In modo analitico nel volume ci sono tutte le leggi presentate, complete di relazione accompagnatoria al dispositivo legislativo, i titoli delle leggi cofirmate, E anche tutte le interpellanze e interrogazioni, circa 40, che rappresentano il sindacato ispettivo della deputata riminese, raccolte in singoli capitoli, ciascuno introdotto da una breve illustrazione sia dello strumento parlamentare, sia della valenza che hanno avuto nell’affrontare i problemi del territorio. «Così come i giornalisti colgono nell’ora delle interrogazioni in consiglio comunale “il polso della città” – ha detto il curatore Enrico Rotelli – così in questo volume si possono cogliere i bisogni, le istanze di un intero territorio nei confronti del Governo e del Parlamento e nello stesso tempo le risposte o i silenzi ricevuti».
Tra le azioni di sindacato ispettivo Elisa Marchioni ricorda quelle riguardanti i lavoratori – frontalieri di San Marino, Scm, Ferretti Yacth – quelle rivolte dal mondo della scuola, sui farmaci, sul processo di unificazione della Provincia con i comuni della Valmarecchia, per citarne alcune. «Ma tutte – ha detto Elisa Marchioni – nate dall’ascolto di coloro che vivono le situazioni e che mi hanno portato la loro voce da amplificare a Roma. Una rete creata da attori sociali, associazioni di categoria, dal lavoro dei sindaci e degli amministratori locali. E del mio partito: con i tre segretari provinciali che si sono succeduti in questi tre anni, Andrea Gnassi, Lino Gobbi ed ora Emma Petitti, i segretari dei circoli e i tanti militanti. E una fase importante, ed è fondamentale la trasparenza della nostra azione politica e la capacità di fare squadra, due aspetti che questo testo testimonia».
La Camera dei deputati «impegna il Governo ad affrontare con urgenza e risolvere nel primo provvedimento utile il problema della proroga, anche per il 2012, della franchigia di 8000 euro per i redditi di tutti i lavoratori transfrontalieri italiani» occupati a San Marino, in Francia, nel principato di Monaco. E’ stato accolto con parere favorevole dal Governo, l’ordine del giorno presentato alla Camera in occasione della manovra e dedicato al problema dei lavoratori frontalieri, oltre 12 mila tra Emilia Romagna, Marche, Liguria e Lombardia, presentato in modo “bipartisan” dai deputati locali Sergio Pizzolante, del Pdl, ed Elisa Marchioni del Pd (prima firmataria), insieme ai colleghi marchigiani e liguri Narducci, Scandroglio, Vannucci, Tullo, Rossa.
«Sappiamo bene che per risolvere il problema occorre una legge ordinaria – dicono i deputati riminesi Elisa Marchioni e Sergio Pizzolante – ma era importante riuscire a fissare almeno due cose: innanzitutto cercare di rassicurare i lavoratori frontalieri, coperti con la franchigia fino alla fine del 2011 ma preoccupati perché nulla si sa ancora per il prossimo anno. L’altra nostra preoccupazione era creare un terreno politico con il Governo per sensibilizzarlo su questo tema. Con questo atto di indirizzo della Camera dei deputati, e l’avallo del Governo, questo obbiettivo è stato raggiunto, ora attendiamo la proroga al più presto possibile, probabilmente già nel decreto Milleproroghe».
Negli anni scorsi, anziché andare verso un miglioramento, la crisi ha innescato un meccanismo di peggioramento: non è arrivata la legge ordinaria e, per effetto della difficile congiuntura economica la franchigia di 8 mila euro, varata nel 2003, «non è stato aumentata nel corso degli anni, né le iniziative parlamentari per adeguarlo all’aumento del costo della vita hanno avuto seguito». I parlamentari riminesi e i colleghi delle altre regioni hanno portato all’attenzione della Camera e del Governo anche l’evoluzione della fiscalità di San Marino: la mancata detrazione del 9 per cento, applicata solo sulle buste paga dei lavoratori frontalieri italiani che il Governo sammarinese ha varato nel dicembre in Finanziaria. Prelievo che, ha condiviso l’aula di Montecitorio approvando il testo, «oltre a ledere il diritto all’uguaglianza del trattamento dei lavoratori negli stessi luoghi di lavoro, determina un sensibile peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori frontalieri occupati a San Marino».
Roma, 15 dic “Una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione commissariale dell’Agenzia nazionale del turismo (Enit); in particolare è necessario fare chiarezza su una lunga serie di vicende che hanno interessato la gestione commissariale tra il giugno 2009 e poche settimane fa quando alla guida del ministero c’era Michela Vittoria Brambilla”. Lo dice il deputato Pd in commissione Attività produttive Ludovico Vico che ha presentato la proposta di legge per istituire la Commissione di inchiesta insieme alla deputata democratica Elisa Marchioni. “Fra le altre – prosegue Vico -, è necessario fare luce su una vicenda come quella della nomina del direttore generale dell’Enit direttamente da parte di Matteo Marzotto, commissario straordinario, senza richiedere il parere delle Regioni. Poi ci sarebbe da approfondire il caso della società Convention Bureau spa, creata nel 2011 per promuovere il turismo congressuale che ha avuto forti perdite finanziarie e ha agito al di fuori di qualsiasi verifica della Corte dei conti. Ci auguriamo che quanto prima si giunga all’istituzione della commissione di inchiesta sulla catastrofica gestione dell’Enit avvenuta con l’ex ministro Brambilla”.
AgenParl, Agenzia parlamentare per l’informazione politica ed economica
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