Volontariato

Addio al prete dalla tonaca lisa. E' morto don Benzi, cordoglio in regione. (L'Unità)

don Oreste Benzi“Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio[...]”.Don Oreste Benzi ha scritto questo commento biblico per il 2 novembre. Oggi, suona come l'estremo saluto a quanti lo hanno seguito camminando accanto agli “ultimi della terra”. Perché è vero che a Rimini è cresciuto - il seminario nel '37, sacerdote e cappellano alla chiesa di San Nicolò, al Porto nel '49, da anni alla Resurrezione, zona Grotta Rossa, dove è spirato per un attacco cardiaco la notte scorsa - come un qualunque parroco. Ma non era un prete “qualunque”. E il suo messaggio non è rimasto ancorato – o sepolto - nel disincanto della città del divertimento, anzi.  Continua la lettura »

Messaggio in bottiglia della volontaria Barbara Magalotti

Barbara Magalotti con alcuni bambini del Kinder del San PedroFin dal titolo, “Dì a qualcuno che io sono qui” (Edizioni Erickson, Gardolo (Tn) 2006 - ISBN 9788879469319, prezzo 15 € - qualche pagina in pdf, Barbara Magalotti crea del suo libro un'immagine dominante: è un messaggio in bottiglia. Nel quale sono state raccolte le voci di chi voce non ha, perché troppo piccolo, perché indifeso, perché vittima di sé stesso o delle ingiustizie. Un coro di penati di La Paz, Bolivia, intonato dai bambini ospiti del carcere di San Pedro insieme ai padri, o dai Chicos de la Calle, i ragazzi che vivono in strada, raccolto e imbottigliato da un'operatrice volontaria – Barbara – che lo rilancia, nella forma libro, nel magma dell'informazione. “Bucando” in modo originale la comunicazione che avvolge i diseredati, che fa la felicità delle sale stampe o dei prime time tv: dolore patinato o eroi del bene in odor di santità. Beh, ci troviamo in tutt'altro registro.  Continua la lettura »

“Dì a qualcuno che io sono qui”: un messaggio in bottiglia per i bambini nel carcere di La Paz.

Barbara Magalotti ha fatto l'educatrice volontaria nel carcere di La Paz, Bolivia. Per i figli dei detenuti, che vivono con i padri all'interno della struttura carceraria. Vivono lì, come detenuti, ma non scontano una pena: i figli seguono i padri perché le madri, rimaste senza compagno, devono sopravvivere e spesso abbandonano i figli. In questo girone – le guardie fuori, i carcerati dentro ad autogestirsi anche le regole - Barbara ha lavorato a un progetto della Pastoral Penitenciaria Catòlica de Bolivia, con padre Filippo Clementi, misurandosi con i problemi sia dei piccoli ospiti sia dei ragazzi di strada.  Continua la lettura »

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