Rimini

La mia città

Roberto, sesto anniversario

Roberto Rotelli

… la verità è che ancora oggi restiamo muti o troviamo brandelli di parole, subito vuote, mentre la vita va semplicemente avanti. E non ci basta questo silenzio gonfio di dolore, che sale e se ne va, come se la nostra vita insieme fosse perduta. Come può essere perduta? Abbiamo parole per ogni cosa vana e invece a tanta bellezza riserbiamo il silenzio?

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Cardo e Decumano

Ecco, questa è una di quelle sere che passerei camminando per la mia città con un amico, sfogandomi per tutti i rompicoglioni che inevitabilmente la vita ci fa incrociare. Il top sarebbe che smoccolando a destra e a manca l'amico, anziché intonare la litania «he, ma è la crisi, cosa ci vuoi fare, la vita è così» ti facesse eco, e moccolo dopo moccolo, si finisse a soffocarsi dalle risate per questa umanità pedante, ciotolo dopo ciotolo di questa città poco più grande di un cardo e di un decumano. #ALongWayDown

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Notarelle sparse sulla manifestazione di piazza in solidarietà a Parigi di Rimini

Folla in piazza Cavour a Rimini in solidareità alle vittime di Parigi

Chi è intervenuto ha interpretato le indefinibili forme dello sgomento che ci ha riunito, collante di diversità talvolta contrastanti.

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L'ultima marcia del tenente Roberto

Charles Peguy ritratto da Egon Schiele

Ieri sera Roberto Gabellini ha presentato la sua ultima fatica letteraria, L'ultima marcia del tenente Peguy (edizioni Ares). Ammiro chi ha la forza e la costanza necessaria a completare un'opera, ma le rime, le strofe non sono mio territorio. Lui, sornione, mi ha ribattuto al telefono: «guarda che è un lavoro di prosa poetica». Ok, così si può fare, allora... Non conosco Charles Peguy, l'unica cosa che collega a me il letterato francese, tenente della Riserva morto sulla Marna nei primi giorni della Grande Guerra, è Roberto. Un filo esile, tutto sommato.

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In morte di Giordano Gentilini

Giordano Gentilini

Ci sono persone di fronte alle quali ci si sente ragazzi. Possono scoccare i trenta come i cinquant'anni, si possono avere i capelli bianchi o aver affrontato le prove più mature, ma egualmente ci fanno sentire così. Dei ragazzi che ancora hanno di fronte una strada che si può, si deve percorrere per raggiungerle- Badate, non è la sensazione che si vive di fronte ai “grandi”, agli irraggiungibili che vestono gli abiti sfavillanti del successo, tessuti dalla propria fortuna. Questi passano, le loro tracce si attenuano o si dissolvono man mano che si cresce.

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