Trecentosessantasei giorni. Fa te.

C'è chi dice che l'anno bisestile porti sfiga. Non è che ci abbia mai creduto molto, a 'sta storia. Almeno, in gennaio manco ci pensavo, quando mi sono rotto un piede. E, tolto il gesso, la settimana di influenza che è seguita non è che mi abbia avvicinato a questa curiosa tesi. Quel che mi lascia perplesso, però, è che ci sia messa pure la quinta costola destra - rotta - a cercare di portarmi sulla strada della superstizione.

Siamo solo a marzo...

Ciao Gianni

Gianni Di PasqualeLa penna di Gianni di Pasquale non scriverà più. Giorni dopo un intervento di angioplastica, il suo cuore ha smesso di battere. Ad appena 50 anni. Lascia una moglie, due figli piccoli, la direzione di Fixing, il settimanale della Confindustria sammarinese - dove l'ho conosciuto quando anche io lavoravo sul monte Titano per un quotidiano - la direzione di un altro periodico, di un sito web, la collaborazione con Il Sole – 24 ore, la vicepresidenza dell'associazione di giornalisti da lui co - fondata a San Marino. Davvero tante cose per quel cuore, ingiustamente stanco, che ricordo con affetto, più che sui tasti, tra i castagni della Valmarecchia.

Classifiche e Pagerank e l'intorto dei blogger per avere un link e dirottare lettori da un blogger e il titolo è abbastanza lung

Quando si guarda nelle statistiche del blog, o del sito, si osserva nell'ordine: A) i visitatori, B) le pagine, C) da dove vengono i visitatori. Che più o meno risponde alle domande A) Sto diventando popolare o le mie pagine sono l'equivalente web della Fortezza Bastiani? B) Ma entrano e leggono oppure scappano via dopo pochi secondi? C) C'è qualcuno nel web che mi linka, mi manda visitatori oppure vedi alla voce Fortezza Bastiani?

Queste domande, dopo un po' che apri il blog e ci rovesci dentro parole, diventano sempre più importanti, talvolta totalizzanti. Una sindrome, quasi: la sindrome del blogghista. Milioni di persone scrutano le statistiche per rispondere al proprio ego, schiacciato, vituperato, maltrattato nella vita comune, ma che sul web - sì, in questa splendida frontiera che non conosce punti cardinali - può trovare il suo riscatto, la notorietà, magari il successo. E la sindrome galoppa.  Continua la lettura »

Attivismo politico: come accogliere un candidato. Raccontato da Chuck Palahniuk

Erano i bei vecchi tempi, quelli in cui Ronald Reagan e George Bush (il vecchio) avevano talmente paura di venire qui da definire Portland la "piccola Beirut". Farci un comizio durante una campagna presidenziale significava ritrovarsi gli anarchici radunati in Soutwest Broadway, sotto la suite presidenziale dell'Hilton. Quelli si mangiavano dei puré fatti con le patate normali, quelle bianche, ma anche con certe patate tinte di rosso e di blu con coloranti alimentari. Poi, quando arrivava il corteo presidenziale, bevevano sciroppo di Ipecac, un emetico, e ricoprivano l'hotel di grandi chiazze di vomito, rosso, bianco e blu.

Ok, ok, quello che nessuno sapeva era che i succhi gastrici il cibo blu lo fanno diventare verde. Perciò alla fine sembrava un atto di protesta contro l'Italia... Ma è il pensiero che conta.

Chuck Palahniuk, Portland Souvenir - Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest (titolo originale Fugitives & refugees, 2003). Mondadori 2004

“Famolo strano", anche col pc: come ho cambiato le abitudini con i miei strumenti di lavoro e sono arrivato a Linux

Dai e dai ce l'ho fatta: su un mio Pc è ormai operativo un sistema Linux. OpenSuse. Non solo, l'ho inaugurato con un pezzo sull'Unità: non male come inaugurazione. Un'altra tappa verso l'obbiettivo di questi anni, mandare a "ravanare nei greppi" della mia micro economia Windows e il suo monopolio, a favore del lavoro di migliaia di persone che mettono i loro saperi - e il loro tempo - a disposizione degli altri. Senza guadagnarci un soldo. Non è spirito libertario tout court. E non è nemmeno una rivolta antieconomica. E' una scelta, al contrario, di libertà, condivisione e a favore di un'altra economia, non meno importante e, certamente, molto più diffusa. Ma anche di consapevolezza: controllo io i miei mezzi di produzione - il pc - adeguandoli a ciò che credo, anche e soprattutto nei piccoli gesti quotidiani. E, soprattutto, la scelta di non accettare quel che è dato, lasciandosi assuefare dall'abitudine.  Continua la lettura »

Oroscopi e oroscopisti: Rob Brezsny. Ovvero, come l'eccezione non conferma la regola ma se ne fa una tutta sua

Io non credo agli oroscopi. Nel senso: che gli astri ci influenzino, beh, non me lo sono inventato io: guardate le maree e pensate a come siamo infinitamente più piccoli del mare. Per cui una forte influenza su di noi, gli astri l'avranno di sicuro. Mi fanno impazzire invece gli oroscopi che leggo in giro. Non so perché, mi ricordano le pesche di beneficenza: tiri fuori qualche cosa dal bussolotto e se hai fortuna si adatta alle tue esigenze, se non hai fortuna butti via il cartiglio o l'oggetto che hai vinto appena svoltato l'angolo.  Continua la lettura »

Separazione consensuale

Il mio inseparabile si è separato. Da me. E sono di nuovo single. Diciamo. Lo ero anche prima, ma era piuttosto familiare tornare a casa ed essere accolto da un urlo stridulo. Un saluto, presumo. E la mattina, uscendo, sentire dalle scale un urlo stridulo. Un altro saluto, presumo. Davvero un che di familiare. Di una famiglia sull'orlo della separazione. Il mio ex inseparabile si chiama - o si chiamava, non so - Marlow. Senza la "e". Tutti lo confondevano con il detective di Chandler. E invece no, è il capitano che risale il fiume Congo in "Cuore di Tenebra", di Joseph Conrad, alla ricerca dell'agente della Compagnia commerciale belga Kurtz. Un bel viaggio. Se leggete Colpo di Luna, di Georges Simenon, capite che è piaciuto anche a lui. Tanto da farci un libro. Copiato no, parecchio simile si può dire, però. O è meglio liberamente adattato? Massi, grandemente appropriato, ecco.  Continua la lettura »

Come ho scoperto di essere un personaggio politico cittadino

Io non lo sapevo di essere un personaggio conosciuto, in città. Nel senso di personaggio politico. Me lo ha detto Mario, del Carlino, a modo suo. Oggi, siccome abbiamo diffuso i nomi dei segretari eletti nel circoli del Pd lo scorso fine settimana, i giornalisti stanno cercando qualcosa per rimpolpare una cronaca decisamente fredda. Capirai, un elenco di 42 persone in tutta la provincia... un po' di gossip ci vuole. Chi è stato eletto qui, chi è stato eletto là... "Chi è questo, Kikko? E quella? Da dove viene?" Parecchi nomi non li conosco... "E gli eletti alle assemblee comunale e provinciale?" Li stiamo raccogliendo, domani ve li diamo... Al che, Mario, che la politica la vuole sempre scrivere con un po' di ironia, passa al capitolo trombati. Massì, i politici di primo piano, come assessori, presidenti, o consiglieri comunali che non sono stati eletti nelle assemblee elettive, la comunale o la provinciale. E mi fa, a bruciapelo: "senti, ma ti posso mettere tra i trombati, visto che non sei stato eletto? Dai, sei uno conosciuto in città...". Non so se offendermi o stimarmi.

Pedone per caso

C'è un bmw, un pedone e un tombino che stanno sulla strada. Il Bmw, uno station wagon, accelera ma curva leggermente, per passare dietro al pedone. Anche il pedone accelera, per aiutare il bmw ad evitarlo. Il tombino invece sta fermo. E magari non si accorge nemmeno del pedone che gli atterra sopra in malo modo, né dei moccoli che tira il pedone, una volta presa la storta. E' di ghisa, cosa volete che ne sappia lui di bmw, pedoni e, soprattutto, di moccoli. Magari nemmeno voi. Traduco: i moccoli sono le imprecazioni che si tirano, tra i denti o a squarciagola, quando succede qualcosa che non vi aspettate e che, ovviamente, non gradite. Se no, si esulta. Il pedone moccola perché il piede gli fa un bel po' male, un male del tipo mi-sono-preso-una-storta. Una roba così, insomma. Per cui, interpretate secondo i vostri gusto e cultura i moccoli che ha lanciato il pedone. L'avete presa una storta una volta nella vita, no?!  Continua la lettura »

La politica italiana vista dall'estero: un sms arrivato a un parlamentare

Ecco un simpatico - e sboccacciato - messaggino arrivato sul cellulare di un parlamentare italiano:

While the italian politicians are discussing the Spanish model and the German model, the French president is fucking the Italian model...

Non lo sto a tradurre...

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